Complica la vita dei pendolari e intanto anima il dibattito politico la drastica riduzione del
servizio ferroviario sulla tratta Terni-Roma (e viceversa) nel periodo compreso tra l’11
agosto e il 5 settembre 2025, a causa di lavori programmati sulla linea ferroviaria, con il mantenimento di sole due corse InterCity giornaliere per ciascun senso di marcia, rispetto alle 17 ordinariamente previste.
Caos treni A fare il punto della situazione generatasi tra autorità competenti in materia di trasporti è la deputata umbra del M5s Emma Pavanelli che va in pressig sul ministero di Matteo Salvini: «A tale riduzione del servizio non è seguita l’attivazione di un adeguato piano di bus sostitutivi. La Regione Umbria ha formulato richieste a Trenitalia per mitigare i disagi, tra cui: l’introduzione di agevolazioni tariffarie per i pendolari colpiti dalla soppressione dei treni; la possibilità per gli abbonati di salire anche su treni diversi da quelli specificamente indicati nel proprio abbonamento, in considerazione della situazione di emergenza e della ridotta offerta di trasporto; tali richieste sono state respinte. L’unica disponibilità manifestata da Trenitalia ha riguardato la possibilità di utilizzare – a parità di costo – itinerari più lunghi (ad esempio passando da Terontola anziché da Foligno-Terni-Orte), proposta che appare però poco utile in termini di tempi e qualità del servizio; la beffa ulteriore riguarda la richiesta, da parte di Trenitalia, di un contributo regionale di quasi un milione di euro per la copertura dei costi dei bus sostitutivi dei treni soppressi, nonostante tali soppressioni derivino da cantieri finanziati con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza»
Lavori Rfi e disagi per i pendolari La richiesta, ha reso noto l’assessore regionale Francesco De Rebotti, è stata formalmente rigettata dalla regione Umbria, evidenziando come «i costi per i servizi sostitutivi, nei casi di interruzioni dovute a lavori di competenza di Rfi e finanziati con fondi pubblici nazionali, non possano ricadere sui cittadini e sulle finanze regionali, ma debbano essere coperti all’interno delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza già assegnate alle opere ferroviarie». Come già riportato, inoltre, è stato dato mandato agli uffici legali della regione di verificare ogni clausola del contratto di servizio attualmente in vigore con Trenitalia, per valutare eventuali profili di inadempienza o violazione dei livelli minimi di servizio. Rispetto alla richiesta a sei zeri avanzata da Trenitalia, De Rebotti sta preparando esposto all’Art.
Palla a Salvini «Ad oggi – si legge nell’atto della parlamentare pentastellata – nonostante la gravità e l’evidente impatto interregionale del disservizio, non è ancora stata aperta alcuna sede di confronto nazionale, né è stato attivato un tavolo con le regioni interessate, come richiesto dalla regione Umbria». Sul tavolo del ministro Salvini, dunque, una serie di puntuali quesiti per chiarire quali iniziative intenda adottare per garantire il diritto alla mobilità, nonché per individuare le responsabilità economiche relative ai servizi sostitutivi e infine quali soluzioni il governo voglia proporre a tutela dei pendolari». L’assessore De Rebotti riferisce che al netto dell’assenza di un tavolo interistituzionale richiesto proprio dall’Umbria, anche altre Regioni avrebbero avuto con Trenitalia lo stesso livello di interlocuzione. La risposta a questo punto pare non possa che arrivare proprio dal Ministero che, attraverso un decreto apposito, dovrebbe stanziare le risorse necessarie a garantire un adeguato livello dei servizi in questa fase di emergenza.
