Il numero uno di Trenitalia Mauro Moretti
Il numero uno di Trenitalia Mauro Moretti

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Buone notizie per i trasporti su ferro della regione e per i pendolari. Tra venerdì e lunedì infatti arriveranno alla Regione Umbria oltre 33 milioni di euro dal governo per coprire i costi del contratto 2012 con Trenitalia. Ad annunciarlo, giovedì, è stato l’assessore ai Trasporti della Regione Campania, Sergio Vetrella, in qualità di coordinatore della Commissione Infrastrutture, mobilità e governo del territorio della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Per la precisione, stando ai due decreti del ministero dell’Economia che contengono la decisione, 27 milioni riguardano il riparto delle risorse 2012 e i restanti attengono all’anno 2011. Soldi che arrivano nella giornata in cui Mauro Moretti, amministratore delegato di Fs, presentando il nuovo orario delle invernale (al via dal 9 dicembre) ha attaccato duramente le Regioni proprio sui crediti scaduti da tempo che Fs vanta nei loro confronti: «Abbiamo con le Regioni 750 milioni di crediti scaduti. Se fossimo un’azienda normale – ha detto – avremmo lasciato la gente a terra e abbandonato il servizio. Non può andare avanti così, chiedo responsabilità alle Regioni».

L’ORARIO INVERNALE IN UMBRIA, DAL 9 SI CAMBIA

Moretti e Umbria Mobilità Regioni che per bocca di Vetrella hanno rilanciato chiedendo il rinnovo dei treni e si sono difese sui debiti scaduti: «Più volte – ha detto l’assessore – Trenitalia ha minacciato di tagliare i collegamenti ben sapendo che i problemi erano causati esclusivamente dal mancato trasferimento delle risorse alle Regioni, cui spettavano per legge». Per capire quanto sia importante questo miliardo e mezzo basta tornare con la memoria al luglio scorso, quando l’assessore regionale ai Trasporti Silvano Rometti spiegava che a causa dei tagli al Fondo nazionale per i trasporti (nel 2010 ammontava a 2,055 miliardi di euro, ridotti nel 2012 a 1,2 miliardi) «la ripercussione non potrebbe essere che quella della revoca del contratto di servizio». Sempre presentando l’orario invernale Moretti, senza citare direttamente Umbria Mobilità, ha avvalorato le ipotesi di quelli che vedono proprio in Trenitalia (in questo caso Busitalia, società di Fs) il prossimo partner che l’azienda sta cercando per salvarsi: «Stiamo mirando – ha detto il numero uno di Fs – ad alcune acquisizioni nel centro-nord Italia». Lo stesso Moretti ha poi aggiunto che parallelamente la società intende allargarsi anche in Europa, per esempio in Germania per il tpl, in Polonia per le merci mentre si valuta l’ingresso in Francia.

Uscire dal pantano Ed è proprio l’ingresso di un socio privato una delle azioni che i nuovi vertici di UM vogliono, come noto, mettere in campo per far uscire l’azienda dal pantano. In un’audizione che si è tenuta giovedì nella Prima commissione del consiglio regionale infatti Lucio Caporizzi e Franco Viola, rispettivamente il nuovo presidente del cda e il nuovo ad, hanno illustrato, senza dire in realtà nulla di nuovo, qual è la strategia della società. Strategia che consiste nell’aumento di capitale da almeno 25 milioni di euro, nel recupero delle decine di milioni di crediti vantati verso Comune di Roma e Regione Lazio, nella possibilità di sospendere i servizi nel Lazio a meno che non vengano ripristinati i pagamenti, nel ritocco all’insù dei corrispettivi che i Comuni versano all’azienda (che oggi ammontano a circa 1,80 euro a chilometro più Iva) e in un possibile taglio dei chilometri. Del capitolo relativo all’aumento dei biglietti, che il management uscente nella relazione all’ultimo bilancio giudicava fondamentale per non far affondare UM, non si è parlato così come non è stata quantificata la possibile sforbiciata ai chilometri.

Stipendi in ritardo? Secondo quanto riferito poi a margine dai consiglieri regionali del Pdl Andrea Lignani Marchesani e Massimo Monni, cattive notizie ci sarebbero per i dipendenti dell’azienda che si vedrebbero pagare lo stipendio il 17 dicembre e non il 10: «Proprio il giorno – dicono Monni e Lignani – della scadenza dell’Imu con tutti i disagi che ne conseguiranno». Secondo altre fonti però l’azienda si sarebbe impegnata a corrispondere il dovuto entro il 13. Al centro dell’audizione c’è stata anche la situazione debitoria dell’azienda con Caporizzi e Viola che hanno messo sul tavolo quanto noto da tempo: le società di trasporto confluite in Umbria Tpl – è stato spiegato – avevano degli squilibri finanziari.

I debiti Due-tre milioni di euro Fcu, 1,6 milioni Atc, tre milioni la Spoletina mentre Apm era in pareggio di bilancio ma con 33 milioni di crediti verso Roma. Caporizzi ha evidenziato che al momento della fusione questi problemi erano noti ed era prevedibile che la nuova società ne avrebbe sofferto, infatti furono stanziati finanziamenti aggiuntivi per superarli almeno in parte, in attesa dell’entrata a regime del nuovo sistema. Anche i crediti verso Roma erano noti e infatti vennero contabilizzati ma «senza valutarne approfonditamente l’effettiva esigibilità». Da ultimo è stato poi confermato quanto emerso, con notevole stupore, nel corso dell’estate: una redistribuzione degli utili tra le società che fanno parte di Roma Tpl ci sarebbe stata, ma almeno nei primi sei mesi del 2012 questo non avrebbe riguardato Umbria Tpl. Di seguito pubblichiamo invece il riparto dei soldi stanziati dal governo.

RIPARTO 2012

ABRUZZO 2,67% 31.555.717,40
BASILICATA 1,74% 20.508.803,03
CALABRIA 5,42% 63.973.765,23
CAMPANIA 10,21% 120.498.864,52
E-ROMAGNA 5,43% 64.128.628,52
LAZIO 11,95% 141.095.681,51
LIGURIA 5,55% 65.522.398,08
LOMBARDIA 14,17% 167.267.576,80
MARCHE 2,39% 28.200.346,23
MOLISE 1,50% 17.669.642,80
PIEMONTE 13,67% 161.331.150,84
PUGLIA 3,62% 42.705.873,98
TOSCANA 12,07% 142.541.072,18
UMBRIA 2,29% 27.013.061,03
VENETO 7,33% 86.532.183,85
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TOTALE 100,00% 1.180.544.766,00

RIPARTO RISORSE DL 2011

ABRUZZO 2,67% 8.393.155,05
BASILICATA 1,74% 5.454.908,90
CALABRIA 5,42% 17.015.671,80
CAMPANIA 10,21% 32.050.155,61
E. ROMAGNA 5,43% 17.056.862,17
LAZIO 11,95% 37.528.474,37
LIGURIA 5,55% 17.427.575,46
LOMBARDIA 14,17% 44.489.646,33
MARCHE 2,39% 7.500.697,11
MOLISE 1,50% 4.699.752,18
PIEMONTE 13,67% 42.910.682,27
PUGLIA 3,62% 11.358.861,45
TOSCANA 12,07% 37.912.917,79
UMBRIA 2,29% 7.184.904,30
VENETO 7,33% 23.015.735,20
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TOTALE 100,00% 314.000.000,00

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