«In Umbria le attività mafiose si indirizzano verso gli appalti, i settori della gestione dei rifiuti e in parte anche nel mondo sempre prospero dell’usura». Parola del procuratore di Terni Fausto Cardella che è intervenuto alla tavola rotonda della Camera di Commercio di Perugia su trasparenza e legalità. «Non possiamo negare le infiltrazione mafiose in Umbria, al contrario affermiamo che esistono – ha detto Fausto Cardella– anche se per fortuna da noi non si manifestano in maniera drammatica con omicidi e estorsioni. In Umbria le attività mafiose si indirizzano verso gli appalti, i settori della gestione dei rifiuti e in parte anche nel mondo sempre prospero dell’usura».
Società civile umbra ha tessuto sano «Tuttavia, posso dire che per chi, come il magistrato, è chiamato a contrastare le mafie, lavorare in Umbria è un privilegio: certo perché non si spara, ma anche e soprattutto perché la gente ha un solido senso civico e una forte capacità di reazione. La società civile è un tessuto sano, così come la gran parte delle istituzioni, che funzionano a dovere e sono estremamente sensibili e disponibili». Ma il procuratore Cardella avverte: «Nel parlare di organizzazioni criminali, camorra e ‘ndrangheta in Umbria occorre scegliere i termini giusti e mantenere equilibrio: non bisogna enfatizzare per non allarmare una popolazione estranea al fenomeno e al tempo stesso però non bisogna sminuirne la gravità perché questo porterebbe ad un abbassamento dei livelli di contrasto, che invece devono essere massimi, proprio in territori come l’Umbria, che essendo sostanzialmente sani, sono per questo, paradossalmente più esposti all’arrivo di fenomeni criminali. Non dobbiamo dimenticare che sin dagli anni ’90 si parlava già dell’Umbria come uno dei possibili “covi freddi” della criminalità organizzata. Erano gli anni della fase stragista di Cosa nostra e gli inquirenti avevano sufficienti elementi già all’epoca per ritenere che le mafie stessero virando verso l’Umbria in cerca di una zona franca (poiché insospettabile) per ripulire il denaro sporco dell’organizzazione investendo in attività commerciali, ricettive, turistiche della nostra regione». La conclusione del Procuratore Cardella è chiara: «Se si vuole fronteggiare la mafia, non solo nelle zone con l’epicentro, ma anche quelle di possibile contagio, come è l’Umbria, bisogna prima di tutto combattere il fenomeno della corruzione e del malcostume, terreno molle sul quale le varie forme di criminalità avanza con estrema facilità».
Le parole del presidente Mencaroni Netto è stato l’incipit da cui è mosso il dibattito: « Esiste un legame tra la disciplina della trasparenza nella pubblica amministrazione e la lotta alla corruzione. La trasparenza è infatti il mezzo attraverso il quale si possono individuare e quindi prevenire situazioni illecite e di conflitto di interessi». «Solo partendo da un’azione sinergica tra istituzioni pubbliche, associazioni di cittadini, imprese e rappresentanze economiche sul territorio si può delineare un percorso comune per l’affermazione di una cultura della legalità e della trasparenza» ha esordito il presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni. «La tutela della legalità costituisce un baluardo imprescindibile per lo sviluppo economico, a protezione della libertà degli operatori economici e di un regolare svolgimento delle dinamiche imprenditoriali. Tanto più nell’attuale fase di crisi economica, in cui è più facile l’insorgere o l’aggravarsi di fenomeni criminali. Le istituzioni devono essere attente ai propri comportamenti, anche per quanto riferito alla gestione delle gare di appalto e ai pagamenti verso i fornitori. Non è possibile tollerare, soprattutto nel corso di una crisi tanto profonda, tempi di pagamento che arrivano a un anno, così come non possono essere affidati appalti con ribassi che arrivano al 50%. Da parte sua la Camera di Commercio di Perugia ha deciso di costituire un fondo di 2 milioni di euro che nel 2012 favorirà l’accesso al credito delle Pmi della provincia».
Database di Infocamere a disposizione delle forze dell’ordine Valerio Zappalà, il direttore generale di infocamere, la società consortile per la gestione e divulgazione del patrimonio informativo del sistema camerale, di cui è parte integrante, ha illustrato le potenzialità offerte dalle banche dati camerali, che on line possono essere consultate da tutti e «ovviamente anche dalle forze dell’ordine – ha ricordato con soddisfazione Zappalà – che ne usufruiscono per le loro indagini».
Bellocchi, oltre 20 milioni di euro di prestiti La Fondazione Umbria contro l’Usura Onlus, presieduta da Alberto Bellocchi, che con la sua attività offre da oltre 15 anni una ancora alle vittime degli usurai e al tempo stesso cerca di arginare la diffusione del fenomeno. Usura e criminalità spesso trovano spazi comuni in cui operare e allora la pericolosità sociale cresce notevolmente. Il presidente Bellocci: «Va detto che interesse principale e prioritario dell’intervento della Fondazione è l’aiuto a famiglie che si trovino in difficoltà: che poi lo stato negativo derivi da fatto personale (gioco, malattie che hanno colpito i componenti del nucleo) e da dissesto derivante dal cattivo andamento dell’impresa o dell’esercizio commerciale gestito è situazione che viene attentamente vagliata per decidere i termini dell’intervento». Nel corso di 15 anni di attività l’Ente ha fatto centinaia di interventi per fideiussioni che oramai si avvicinano ai venti milioni di Euro.

