di Daniele Bovi
«Di tutta la grande ricchezza vegetale del Trasimeno sono rimasti soltanto i canneti». A sottolinearlo in uno studio pubblicato nei Cahiers de Braun Blanquetia della Société Française de Phytosociologie è Franco Pedrotti, botanico, cartografo e professore emerito dell’Università di Camerino. Il titolo dello studio di Pedrotti lascia poco spazio all’immaginazione: «La catastrofe ecologica del Lago Trasimeno». Lo studio si è posto come obiettivo quello di valutare lo stato di conservazione della flora e della vegetazione del lago, mettendo a confronto la vegetazione acquatica negli anni 1977, 2012 e 2023.
Risultati raggelanti I risultati Pedrotti li definisce «raggelanti». «Nel 1976 e ancora in gran parte nel 2012 – scrive il professore – le specie floristiche e le associazioni vegetali apparivano se non integre quantomeno di grande ricchezza. La flora era costituita da 80 specie e le associazioni vegetali erano 57», entrambe elencate integralmente nell’articolo. «La rilevazione del 2023 – continua Pedrotti – mostrava invece la sopravvivenza di una sola specie floristica, il Phragmites australis, e di una sola associazione vegetale, il Phragmitetum vulgaris. In una sola parola: di tutta la grande ricchezza vegetale del Trasimeno sono rimasti soltanto i canneti».
Lo studio Pure questi canneti però, presenti anche con piccole isole, secondo Pedrotti sono destinati a sparire a causa dell’inquinamento del lago e delle attività dell’uomo. In contemporanea con questa perdita di biodiversità, sulle sponde lasciate libere si è verificata una «invasione» di specie che richiedono terreni particolarmente ricchi di azoto; specie che arrivano in estate e che “colonizzano” le spiagge lasciate libere dalle acque. Secondo la ricostruzione di Pedrotti ancora nel 1982 lo stato di conservazione delle acque era molto buono e lo stesso può dirsi anche per il 2012, così come emerge dalle analisi fatte dall’Arpa umbra. Dai sopralluoghi fatti nel 2023 però la flora e la vegetazione censita più di 40 anni era sparita.
Privo di vita Questi cambiamenti sono quindi avvenuti essenzialmente dal 2012 in avanti. «Oggi il Lago Trasimeno conclude Pedrotti – è privo di vita vegetale, a eccezione del Phragmitetum vulgaris; esso è ridotto a una vasca di acqua inquinata di cui è difficile prevedere il recupero. Si tratta di una catastrofe ecologica senza precedenti, avvenuta nel giro di pochi anni, quasi inavvertitamente». Secondo il professore le «misure protezionistiche» portate avanti dalla Regione «non sono servite al mantenimento delle caratteristiche naturali del lago. Tali misure si riferiscono a tre tipi diversi di intervento: protezione, conservazione e gestione. Il Lago Trasimeno è stato protetto dalla Regione con misure di protezione, alle quali però non hanno fatto seguito le misure di conservazione e soprattutto di gestione».
