Dal prossimo 10 maggio il Caos di Terni ospiterà la mostra personale di Silvia Piconi ‘Segni di memoria’, a cura di Olga Strada, con il patrocinio del Comune di Terni. Un progetto artistico e performativo che riflette sulla trasformazione dei luoghi di archeologia industriale attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea e dell’azione corporea.

Segni di memoria Per Silvia Piconi l’arte diventa mezzo di dialogo con la memoria storica dei siti industriali abbandonati, evocando le tracce del passato con performance che fondono grafica, simboli e movimenti corporei. L’ipnosi, tecnica che l’artista ha trasposto dalla sfera clinica a quella artistica, diventa lo strumento per superare i confini della percezione e attingere alla profondità dell’inconscio collettivo e personale. Il progetto ‘Segni di Memoria’ si è sviluppato attraverso l’arte performativa, in iconici siti di archeologia industriale in stato di abbandono come: la vela di Calatrava (Roma), Il vecchio mulino della Cervelletta, il Gazometro (Roma), il Bilancione (Fiumicino), l’ex fabbrica di Penicillina Leo (Roma), l’ex fabbrica Miralanza (Roma), l’ex oleificio (Roma), il parco del Labaro (Roma), i pilastri del ponte Bailey (Roma), l’ex fabbrica idroelettrica Penna Rossa (Papigno), l’Elettrocarbonium ex fabbrica siderurgica (Narni), la Amg Energia (Palermo).

Caos Terni L’obiettivo della mostra, che sarà inaugurata il 10 maggio alle 18 alla presenza dell’assessora alla Cultura Michela Bordoni e della coordinatrice Caos Chiara Ronchini, è sensibilizzare il pubblico alla bellezza intrinseca e all’energia che continua a vivere in questi luoghi dimenticati, trasformandoli in spazi contemporanei capaci di accogliere nuove forme di espressione artistica. Come dichiara la curatrice Olga Strada: «Nel progetto artistico ospitato negli spazi del Centro Arti Opificio di Siri, l’attenzione dell’artista si sofferma su tredici architetture (numero destinato ad ampliarsi, data l’interesse che l’originale idea dell’artista ternana sta riscontrando) facenti parte della famiglia storico-architettonica dell’archeologia industriale. Da scienza che studia l’origine della civiltà automatizzata e delle strutture da quest’ultima derivate, tale categoria si è arricchita di valenze ulteriori, ed è in tale contesto che va letto il progetto di Silvia Piconi».

Silvia Piconi Artista contemporanea il cui lavoro nasce dall’intreccio tra arte performativa, psicologia e realtà quantica. Laureata in psicologia e specializzata in psicoterapia, ha esteso la sua ricerca attraverso la pratica dell’ipnosi, utilizzata come strumento creativo per esplorare la memoria contestuale, collettiva e personale. Le sue opere, che combinano movimento corporeo e installazioni visive, hanno dato vita a performance in siti industriali abbandonati e luoghi dal forte impatto simbolico. Tra le quali si ricordano la residenza d’artista e il lavoro proposto sulle interazioni sociali realizzatosi nel 2019 all’interno del museo di arte contemporanea il Macro di Roma. Tra il 2022 e il 2024, ricordiamo alcune delle azioni estetiche tra cui ‘Azioni’, alla Rocca Albornoziana di Narni, ‘Racconti del 21 Secolo’, Palazzo Vignola, Todi e ‘L’Impeto della Fralezza’,  Gualdo Cattaneo.

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