di M.S.G.
I conti tornano. Tra Comune e Terni Reti, col benestare della Terza commissione che ha approvato la presa d’atto della relativa nota informativa, con 4 voti favorevoli e due stensioni, è stato messo un punto sulle partite debitorie e creditorie tra l’ente e la società partecipata dello stesso. Nel dettaglio, al netto di un credito di 819.330,28 euro, ventato nei confronti del municipio, Terni reti ha un debito di oltre 2 milioni (2.130.699,67). L’azienda ‘in house’ svolge attività fondamentali come la gestione dei parcheggi di superficie, la gestione dei varchi elettronici della Zona a traffico limitato e l’aviosuperficie. Tutti servizi essenziali, con contratti in scadenza il 31 dicembre prossimo e il cui rinnovo ancora non è stato discusso ma che sarà argomento delle prossime commissioni. Per il momento c’è la riconciliazione debiti/crediti relativa alle annualità 2018-2020.
La terza commissione A presentare l’atto martedì mattina in commissione è l’assessore Orlando Masselli: «La società Terni reti è controllata al 100 per cento dal comune di Terni. Sono le società così dette ‘in house’ che possono svolgere esclusivamente opere pubbliche o solo un 10 per cento del fatturato che può essere usato per lavori esterni. Il legislatore ha pensato queste società solo per l’amministrazione pubblica che ne è proprietaria. I servizi che Terni reti ha svolto per il Comune di fatto sono stati fatti tutti per l’amministrazione e se saranno di nuovo affidati a Terni Reti sarà discusso nelle commissioni apposite. Il tema del rinnovo dell’affidamento è di carattere legale e legato alla convenienza economica dell’affidamento ‘in house’. In poche parole il concetto è ‘Spendo lo stesso facendomi le cose da solo ma sono sicuro che da solo le faccio meglio’».
Terni Reti Le attività che Terni Reti svolge sono tutte attuali e si esplicitano nella gestione parcheggi di superficie, del parcheggio San Francesco, gestione aviosuperfice, varchi elettronici, gestione proventi contravvenzionali, alcune partite di natura straordinaria come ad esempio la gestione del mattatoio comunale per alcuni mesi 2020. Inoltre anche la gestione, la locazione e regolamentazione degli uffici di Terni reti posti al centro multimediale al primo piano. La riconciliazione proposta ha trovato l’ok 4 di Brizi, Brugia, Maggiora e Santini e due astensioni: Pincardini e Simonetti. Il futuro della società invece è ancora tutto da discutere. Già alcune settimane fa erano emerse ombre sulla tenuta finanziaria, in sede di discussione di reti del gas, e ora che gli occhi sono puntati sulla gestione del parco di Cardeto, accade di dover fare i conti col caro prezzi delle materie prime e la richiesta che l’impresa che sta eseguendo i lavori ha fatto al Comune per la compensazione delle spese. Palazzo Spada confida di poter attingere all’apposito fondo nazionale, ma almeno per la valutazione dell’offerta avanzata, la fase è di stallo: la busta non è mai stata aperta anche in attesa di nuovi sviluppi normativi sull’affidamento in house appunto.
