
di Daniele Bovi
Alta è ancora la confusione sotto il cielo della Tosap, la famigerata tassa per l’occupazione delle aree pubbliche da mesi oggetto di polemiche e carte bollate tra Comune, Dogre Srl (la concessionaria incaricata dal Comune di Perugia alla verifica e riscossione della tassa) e associazioni dei consumatori. In mezzo ci stanno gli oltre 14 mila perugini che dopo le regionali di marzo si videro recapitare nella cassetta della posta gli ormai famosi avvisi bonari. Ed è così che questa mattina Alessandro Petruzzi, presidente della Federconsumatori provinciale, è tornato a tuonare in una conferenza stampa contro la Dogre e contro il Comune chiedendo anche l’intervento della Corte dei conti.
Gli elenchi della discordia Oggetto degli strali di Petruzzi, arrivato all’appuntamento di oggi con qualche chilo di incartamenti, i rimpalli tra Comune e Dogre e le mancanze relative agli elenchi, che Dogre doveva trasmettere a Federconsumatori, contenenti i nominativi dei cittadini che si sono rivolti all’associazione per essere assistiti e per sapere se dovevano o no pagare la tassa. In quegli elenchi, accanto ad ognuno dei 624 nomi, c’è scritto se si è o meno «assoggettati» al pagamento della tassa. In particolare, come scritto da Federconsumatori in una raccomandata del 22 dicembre indirizzata a Comune e Dogre, «nella nuova comunicazione (della Dogre, ndr) sono stati allegati tre elenchi di nominativi, scritti su carta non intestata, né sottoscritti dal concessionario. Inoltre nuovamente sono omessi alcuni dei dati che devono essere comunicati al contribuente, per legge e a norma di Regolamento comunale. Tale condotta configura una grave lesione degli interessi di una pluralità di utenti». Scritto ciò, l’associazione diffida Dogre e Comune dal provvedere «all’iscrizione a ruolo o a procedere ad ogni altra forma di recupero coattivo».
Casi bizzarri «I cittadini che hanno incaricato noi di assisterli – spiega Petruzzi – sono 624. Di questi alla fine ben 474 hanno scoperto che non dovevano pagare. Se questa è la media provate ad ampliarla alle oltre 14 mila cartelle inviate». Casi bizzarri in realtà non mancano. Come quello di San Martino in Campo ad esempio: «Lungo una via – dice Petruzzi – tutti quelli che sono venuti da noi hanno scoperto che non dovevano pagare, mentre gli altri che non si sono rivolti a noi, e magari abitano accanto agli altri, hanno pagato. Sarà un caso che li ho beccati tutti io?». Oppure il caso di una famiglia con un signore invalido al cento per cento: «In quella casa – dice Petruzzi – intestata al signore invalido, abita anche il figlio: bene, a questa famiglia hanno detto che visto che il figlio rientra con la macchina devono pagare la tassa. Qualcuno potrà dire che sono pochi casi, ma chi risarcisce questa gente?». E così, da mesi, moltissimi cittadini vengono rimbalzati da un ufficio all’altro senza, alla fine, capire se devono pagare o no.
Intervenga la magistratura contabile A questo punto Petruzzi fa un ulteriore passo in avanti dopo aver preso ad esempio l’esito di un ricorso: «Una signora – spiega Petruzzi – fa un ricorso per non pagare 17 euro di tassa, il Comune perde e viene condannato a pagare oltre 600 euro. Auspico a questo punto – attacca – l’intervento della magistratura contabile per vedere se si configuri o meno un danno erariale». Esposti alla Corte dei conti l’associazione non ne ha fatti. Per il momento Petruzzi si limita ad un auspicio. Il 23 dicembre scorso invece l’associazione ha chiesto, tramite una lettera al presidente della commissione Controllo e garanzia del Comune Renzo Baldoni (Pdl), di essere formalmente e «urgentemente» ascoltata «per illustrare una serie di questioni riguardanti l’attività della Dogre». Da via del Macello attendono risposte.
