«La Giunta regionale comunichi se è già stata valutata una programmazione annuale di interventi strutturali per la ripulitura, la manutenzione e la messa in sicurezza idraulica dell’alveo dei torrenti Caina e Oscano, soprattutto nelle aree abitate e agricole, al fine di garantire la prevenzione del rischio idrogeologico e la salvaguardia del territorio». Lo chiede, con una interrogazione all’esecutivo di Palazzo Donini, il capogruppo del Partito democratico all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Cristian Betti.
«In particolare il Torrente Caina – ricorda il consigliere Dem – si estende per circa 32,8 km attraverso i comuni di Umbertide, Magione, Corciano, Perugia e Marsciano. Parallelamente, il Torrente Oscano, affluente dello stesso Caina, interessa un bacino di circa 23 km² tra il Monte Malbe e il Monte Tezio, attraversando piccole frazioni come Capocavallo, Canneto e Cenerente, oltre ad alcune zone industriali. Su ampi tratti del territorio circostante la crescente urbanizzazione e l’intensificazione delle attività agricole e zootecniche hanno portato a un aumento del carico inquinante in entrambi i corsi d’acqua, generando anche molte preoccupazioni rispetto alla sicurezza idrogeologica della zona».
Cristian Betti sottolinea «l’importanza di un monitoraggio costante e di interventi programmati. Attualmente, il regime idraulico del Caina è irregolare e monitorato solo da un idrometro in località Monticelli, con dati limitati ai livelli idrometrici. Questo non è sufficiente per garantire una gestione efficace delle due risorse idriche. Sarebbe necessario dunque un approccio più strutturato e proattivo, che preveda non solo la pulizia degli alvei, ma anche una manutenzione regolare e mirata per entrambi i torrenti. Bisogna ricordare che nel 2010, il Torrente Caina esondò a Mantignana, causando danni significativi a strutture produttive e abitazioni. Le segnalazioni degli amministratori locali evidenziano che la situazione si sta nuovamente deteriorando».
«Tenuto conto che la gestione preventiva del rischio idraulico, attraverso interventi ordinari e programmati, è notevolmente meno onerosa rispetto a misure straordinarie da attivare in caso di emergenza e che eventi climatici estremi, come bombe d’acqua e alluvioni, sono sempre più frequenti – conclude il capogruppo Pd – ciò rappresenta una sfida che la Regione dovrebbe affrontare con maggiore attenzione e impegno rispetto al passato».
