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venerdì 21 gennaio - Aggiornato alle 20:41

Torre wifi a Gabelletta, residenti in pressing per pareri Arpa e Usl

Paura per le radiazioni, scatta manifestazione. Intanto voto unanime della Prima commissione per piano di monitoraggio

di Maria Sole Giardini

Istituire un tavolo con la proponente Inwit (la ditta che ha avuto il via libera alla costruzione della torre) ed il comitato, richiedere un parere alla Usl di competenza in merito all’impatto sanitario dell’antenna, adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici in virtù del principio di tutela delle aree sensibili e, infine, promuovere in Arpa – eventualmente tramite la Regione – l’attivazione di un piano di monitoraggio costante dei livelli di esposizione con pubblicazione degli esiti in formato open data. Questi i punti firmati all’unanimità dalla Prima commissione del Comune di Terni, dopo più di due ore di dibattito con i cittadini del comitato no wifi di Gabelletta. Certo ormai il via libera è stato dato e sarà molto difficile revocare l’autorizzazione alla costruzione della torre per il 5g di 36 metri, ma tutti i consiglieri presenti sono stati concordi a trovare un compromesso.

La commissione Su richiesta del vicepresidente Alessandro Gentiletti sono stati convocati venerdì pomeriggio nella seduta in presenza della Prima commissione, due residenti della zona di Gabelletta che hanno fatto da portavoce per il comitato ‘No torre wifi’ che nei giorni scorsi aveva raccolto oltre 200 firme di residenti infuriati per aver scoperto solo dai giornali di una nuova costruzione nel loro quartiere di una torre per il 5G. A prendere la parola per prima è stato Carlo Sileo: «Quello della costruzione di questa torre è un problema molto sentito da noi cittadini e questo confronto di oggi sarebbe dovuto avvenire in sede di autorizzazione. In più vogliamo denunciare che ad oggi non siamo riusciti ad avere il parere di Arpa, cosa che ci sembra gravissima. Ribadiamo che la torre sarà costruita a ridosso di un campo dove giocano bambini, oltre all’impatto paesaggistico negativo che avrà. Noi non siamo contro il 5G ma vogliamo che avvenga con il rispetto della salute dei cittadini». Anche Sonia Giuliani è intervenuta facendo notare che la finestra della cameretta della figlia presto affaccerà sulla nuova costruzione i cui effetti sulla salute sono ancora sconosciuti. A prendere la parola subito dopo è stata l’agguerrita consigliera Valentina Pococacio (M5s) che ha fatto notare come Arpa si sia rifiutata di inviare il parere che aveva dato alla ditta iInwit s.p.a. per la costruzione della torre nonostante sia stato fatto un accesso agli atti dal consigliere regionale Thomas De Luca. Oltre a ciò ha chiesto chiarimenti agli assessori presenti sulla destinazione dell’area e se erano stati rispettati tutti i tempi richiesti per avviare la procedure e perché i cittadini non fossero stati informati per tempo dato che «non tutti i cittadini leggono l’albo pretorio ogni giorno». A rispondere ai quesiti della Pococacio ci ha pensato l’assessore Federico Cini che ha ribadito come la pratica abbia rispettato tutti i tempi e le modalità richieste per una nuova costruzione. «Non abbiamo coinvolto i cittadini perché non c’era margine e non potevamo pubblicare atti privati, inoltre l’area non risulta soggetta a vincoli paesaggistici. Inoltre ogni anno riceviamo 1800 richieste di nuove costruzioni non possiamo informare tutti i cittadini ma abbiamo rispettato tutta la burocrazia richiesta». A rassicurare sul tema radiazioni ci ha pensato l’assessore Benedetta Salvati che ha letto il parere Arpa che nessuno è riuscito ad avere e per lei era tutto in regola: «Le emissioni per una antenna 5G saranno di 0,036 wat. Questo è quello che è scritto nella relazione e saranno soggette a monitoraggio. Se dovessero sforare revocheranno tale autorizzazione». Scettici i residenti su questo numero così basso ma dai pareri tecnici ormai a giochi fatti poco si può fare. La richiesta di bloccare i lavori è respinta, non ci sono i presupposti quello che però possono fare è monitorare la situazione. Inoltre, sempre la Pococacio chiede un intervento immediato della commissione. «Non è vero che non possiamo fare niente. Votiamo oggi stesso un atto che ci impegni a monitorare l’andamento della situazione, a chiedere un parere alla usl sui pericoli e a redigere un piano che monitori la situazione antenne». Detto fatto, atto scritto di pugno, è proprio il caso di dirlo, sottoscritto da tutti i consiglieri presenti e votato favorevolmente all’unanimità. Intanto domani pomeriggio i residenti manifesteranno nell’area del cantiere appena iniziato.

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