di Daniele Bovi
Meno infortuni ma più morti sul lavoro in Umbria nel 2013. A testimoniarlo sono i dati del Rapporto annuale dell’Inail pubblicati mercoledì. Ventuno, contro i 13 del 2012, i casi mortali accertati: il dato peggiore dal 2006 (l’anno della strage dell’Umbra Olii) quando furono proprio 21 le ‘morti bianche’. Un dato in controtendenza con quanto accaduto a livello nazionale, dove si è registrato un calo del 21%. Ventotto invece sono stati i casi denunciati complessivamente, sette dei quali non riconosciuti dall’Inail come vere e proprie morti sul lavoro.
Gli infortuni Per quanto riguarda gli infortuni denunciati invece, il numero è in costante discesa dal 2008: 12.737 nel 2013, mentre nel 2012 sono stati 13.182. Un -3,4% contro il -7% calcolato dall’Inail a livello nazionale. Di queste 12.737 denunce per 9.035 l’Inail ha accertato che si tratta di incidenti sul lavoro, per fortuna nella stragrande maggioranza dei casi (7.686) senza alcuna menomazione per il lavoratore coinvolto. In sette occasioni l’inabilità riconosciuta è stata tra il 51% e il 100%, in 69 tra il 16% e il 25%, in 510 tra il 6% e il 15% e in 726 tra l’1% e il 5%.
Malattie professionali Al contrario del trend registrato per gli infortuni, sono in crescita costante le malattie professionali denunciate: 1.442 nel 2013 contro le 1.415 del 2012. Un fenomeno, come sottolineato dall’Inail in più occasioni, legato anche all’aumentata sensibilizzazione e informazione svolta nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori, nonché dall’entrata a regime nel 2008 delle nuove regole che hanno previsto come ‘tabellate’ numerose malattie professionali. Ben 880, su 1.442 totali, i casi in cui l’Inail non ha riconosciuto alcuna malattia professionale, mentre tra quelli riconosciuti in 272 hanno riportato una menomazione tra il 6% e il 15%. Quarantotto invece le malattie legate all’amianto e 11 le vittime.
Così in Italia A livello nazionale le ‘morti bianche’ hanno raggiunto il minimo storico: 660, la cifra più bassa mai accertata dall’Inail in quasi 60 anni di statistiche. Un dato che però nei prossimi mesi potrebbe variare, dato che i casi ancora in istruttoria sono 36 (uno solo invece in Umbria). «I dati dell’Inail – commenta il ministro del Lavoro Giuliano Poletti – riflettono la crisi economica» anche se questa da sola per spiegare la riduzione non basta. «I numeri dicono che – continua il ministro -, anche depurando i dati dalla riduzione della percentuale di occupati e imprese, c’è una riduzione effettiva degli infortuni e delle morti, che spiegano come il lavoro fatto sul versante delle prevenzione, dell’informazione e della relazione con imprese e lavoratori sta dando esiti positivi».
MORTI SUL LAVORO IN UMBRIA DAL 2004 AL 2013
2004 38
2005 26
2006 21
2007 19
2008 16
2009 17
2010 16
2011 19
2012 13
2013 21
MORTI SUL LAVORO 2013 REGIONE PER REGIONE
Piemonte 39
Valle D’Aosta 2
Lombardia 122
Liguria 17
Bolzano 2
Trento 6
Veneto 53
Friuli Venezia Giulia 14
Emilia Romagna 59
Toscana 52
Umbria 21
Marche 18
Lazio 57
Abruzzo 17
Molise 8
Campania 44
Puglia 42
Basilicata 7
Calabria 15
Sicilia 48
Sardegna 17
Twitter @DanieleBovi
