di Marco Torricelli
Incontrarsi e dirsi arrivederci. Addio no, perché non sta bene. Ma, insomma, è andata come ci si aspettava. Dal ‘vertice’ che è iniziato poco dopo le 14 – per ThyssenKrupp c’era Markus Bistram, il capo della divisione materials e per Ast, l’ad Lucia Morselli e il responsabile del personale, Arturo Ferrucci – per concludersi alle 16,40, non sono uscite notizie particolarmente confortanti. I comunicati finali ne sono la prova.
La posizione di ThyssenKrupp Il board della Tk Materials ritiene «che debba trovarsi un accordo per il bene di Ast, da trovare in Italia con Lucia Morselli che ha piena fiducia e mandato a farlo. Ast ha perso molti milioni di euro negli ultimi anni per questo non ci sono stati più compratori in quanto Ast oggi cosi non vale molto, motivo per il quale è inevitabile una ristrutturazione non temporanea, ma strutturale. Il forno a verifica fa parte di questo piano perché c è una sopra capacità di acciaio in Europa che non può essere ignorata. La quantità che si fa non sempre è utile, bisogna puntare sulla qualità e sul guadagno. Tk non vuole chiudere Ast, ma rilanciarla, motivo per il quale è stata inserita nel settore Materials che è un grande centro di vendita di acciaio e avendo solo Ast non c è la concorrenza in casa Tk. Ribadiamo che vogliamo investire su Terni compresa la linea 5 e tutto il resto detto dall’ad. Abbiamo bisogno di soluzioni strutturali non temporanee ecco perché alcuni aiuti statali non sono sufficienti perché traguardano a breve distanza. Per il personale applichiamo quanto previsto dall’Italia così come fatto per la Germania, ma non le possiamo paragonare, sono situazioni diverse. Lo sciopero che si sta facendo mette a rischio la stabilità dell’azienda e dei lavoratori. Non possiamo dire di essere sempre allo stesso piano perché lo abbiamo modificato in alcuni punti raccogliendo anche proposte sindacali, per questo crediamo che bisogna cercare di trovare un dialogo più disteso per poter trovare un accordo che soddisfa le parti».
La posizione sindacale Il Sindacato «ribadisce le proprie posizioni riconoscendo dei passi in avanti, ma non li ritiene ancora sufficienti specialmente sui volumi. Abbiamo consegnato una documentazione che attesta le nostre modifiche al piano. Abbiamo affermato che ci auguriamo e ci aspettiamo che dopo questo confronto domani al ministero ci siano quei cambiamenti utili a poter trovare una strada da percorrere insieme per poter giungere ad un accordo».
La Uilm Secondo il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini, «oggi il board di ThyssenKrupp ci ha dichiarato che vuole investire su Ast e che non ha nessuna intenzione di vendere l’azienda italiana Ci sono state, nell’incontro di oggi a Monaco importanti conferme sul fronte societario. Infatti, Markus Bistram ha dichiarato che la strategia dell’azionista sull’inossidabile è cambiata, perché c’è la volontà di investire su Ast e nessuna volontà di vendere lo stabilimento italiano. Per quanto riguarda, invece,le questioni legate alla vertenza, stato ribadito che questo un confronto che deve proseguire e che dovrà essere ricercato un accordo in Italia, mentre sulla verifica a 24 mesi per il secondo forno Thyssen ha confermato che ad oggi c’è la verifica, ma nello stesso tempo ha ribadito la volontà dell’azionista nel voler portare a Terni produzioni ad alto valore aggiunto di qualità. Sono importanti le dichiarazioni di voler investire in Italia e di voler rafforzare la produzione di Ast su prodotti di alta gamma e per fare questo, il board ha confermato che sarà coinvolta direttamente ThyssenKrupp, che può vantare una rete commerciale presente in tutto il mondo utile a portare ad un rilancio di Ast. Ovviamente, diventa importante la giornata di domani per cercare di superare le differenze ancora esistenti sul piano industriale convinti che, in particolare sulla verifica a 24 mesi, il governo debba mettere in atto tutto il suo peso e la sua autorevolezza».
La Fiom Rosario Rappa (Fiom), dice: «Abbiamo presentato le nostre proposte unitarie punto per punto e ora quello che chiediamo per fare un accordo è chiaro a tutti. L’azienda ha confermato la fiducia all’ad Lucia Morselli e sottolineato che quello di oggi non era un tavolo negoziale. Ci hanno posto il problema relativo alle conseguenze di 24 giorni di sciopero, ma il passaggio a forme di lotta meno dure sta nelle loro mani. Se avremo risposte si aprirà una fase di altro tipo».
La Ugl I vertici tedeschi. Dice il segretario generale dell’Ugl metalmeccanici, Maria Antonietta Vicaro, «si sono mostrati cautamente disponibili a un dialogo che renda possibile e sostenibile garantire un futuro alle acciaierie di Terni. L’azienda ha confermato la volontà di mantenere il sito e non metterlo in vendita, effettuando una verifica sul secondo forno allo scadere dei due anni. Da parte nostra abbiamo ribadito che non accetteremo accordi al ribasso, e che il piano di luglio va modificato, ma siamo disponibili a trovare un accordo in tempi brevi a patto di ripristinare un clima di fiducia, soprattutto sul futuro dello stabilimento».
La Fim Una nota dell’ufficio stampa della Fim recita: «Il board della Tk Materials conferma la piena fiducia alla Morselli per trovare un accordo per il bene di Ast, ha ribadito inoltre la volontà ad investire su Terni compresa la linea 5. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito le proprie posizioni, riconoscendo dei passi in avanti ma sui quali si chiede uno sforzo specialmente sui volumi, ancora non sufficienti. E’ stata consegnata una documentazione sulle proposte del sindacato di modifiche al piano. Ci auguriamo e ci aspettiamo che dopo questo confronto domani al ministero ci siano quei cambiamenti utili a poter trovare una strada da percorrere insieme per poter giungere ad un accordo».
L’agenzia Tra tante ipotesi possibiliste, spicca la lettura che viene data dall’agenzia AdnKronos: «I sindacati hanno presentato una serie di proposte che ThyssenKrupp ha respinto, ribadendo la validità del piano industriale già illustrato in questi giorni da Ast. Una situazione cristallizzata, quindi, alla vigilia dell’incontro in programma domani al ministero dello sviluppo economico, durante il quale l’azienda non potrà che attenersi alle linee indicate dalla proprietà».
Il ministro E infatti, il ministro Federica Guidi spiega: «Non posso dare nessun giudizio sulla trattativa che si sta svolgendo a Monaco, non essendo il governo presente. Io personalmente – ha evidenziato Guidi – ho chiesto al governo di fare una valutazione rispetto ad un piano che noi vorremmo fosse quadriennale di investimenti e quindi anche di mantenimento dell’integrità del sito». Federica Guidi dice poi di augurarsi che l’incontro di domani possa costituire uno sbocco anche per «l’operatività dell’azienda, ormai bloccata da 25 giorni: questo naturalmente – ha concluso – è un ulteriore problema che stiamo cercando di risolvere». Tanto che annuncia l’intento di «andare ad oltranza verso una soluzione positiva che dia uno sbocco a questa vicenda compreso il fatto dell’operatività».
Le scadenze Perché, oltre a dover mettere nero su bianco un’ipotesi di accordo da poter far presentare dai sindacati ai lavoratori, l’azienda deve anche tener presente che mercoledì prossimo, ad Essen, è in programma l’assemblea dei soci della ThyssenKrupp e Heinrich Hiesinger, con tutto il Cda, dovrà spiegare la situazione ai rappresentanti della Fondazione Krupp (l’azionista di maggioranza) e ai membri del supervisory board. Arrivare a quella riunione con la situazione ternana non ancora ‘normalizzata’, e con le azioni in calo, per lui e per Lucia Morselli potrebbe non essere piacevole.
Dramma Ilserv Domenica, sotto una pioggia battente, le Rsu e circa 250 lavoratori Ilserv (l’80% del totale) hanno dato vita ad un’assemblea straordinaria al termine della quale è stato redatto un documento nel quale richiedono garanzie sul mantenimento degli attuali posti di lavoro, qualsiasi azienda subentrerà. Ma soprattutto nel quale si dichiarano pronti a prolungare lo sciopero ad oltranza fino al 31 dicembre bloccando tutte le attività produttive.
Il documento Ecco il testo del documento redatto al termine dell’assemblea di domenica: “Vista la poca chiarezza ‘ancora’ sui contratti scaduti e quindi sul destino dei lavoratori stessi, all’unanimità si è deciso, che a prescindere da chi avrà i contratti in futuro, la scelta dei lavoratori dovrà essere fatta (anche tenendo conto delle leggi esistenti) dentro alla forza lavoro degli attuali organici Ilserv. Ciò secondo noi stà a significare che dovranno comunque essere privilegiati i sopra citati. Portare a conoscenza le rappresentanze sindacali e parti sociali di chi sarà il nuovo gestore e/o gestori dei contratti. Considerando l’anzianità di servizio media all’interno dell’attuale forza lavoro Ilserv, di valutare bene la tipologia dei contratti da stipulare ai lavoratori (tipo contratti 3/6 mesi non idonei per le professionalità possedute dai lavoratori). Il presente documento sarà consegnato alle organizzazioni sindacali territoriali, per poi essere sottoposto a visione delle segreterie nazionali e del ministero, in occasione dell’incontro previsto al mise in data 18/11/2014. Qualunque sia l’esito della discussione in merito al presente documento, è emersa l’assoluta esigenza da parte dei lavoratori, che la risposta venga comunicata tramite assemblee presiedute dai segretari territoriali sindacali. A fronte di tutto ciò, dall’assemblea è emerso chiaramente e all’unanimità la totale indisponibilità al rientro al lavoro, se non si avranno risposte chiare sugli argomenti esposti“.
Ilva e Cassa depositi e prestiti Sarebbe in arrivo, intanto, una conferma importante: il gruppo ArcelorMittal sta per presentare un’offerta non vincolante – a rimorchio va il gruppo Marcegaglia – per l’acquisizione dell’Ilva di Taranto. Un tema interessante da verificare sarò quello, che per ora è poco più di un’indiscrezione, che vuole come partner della cordata la Cassa depositi e prestiti, che il governo vorrebbe coinvolgere nella newco che potrebbe nascere per puntare al rilancio dell’Ilva.
La solidarietà Danilo Lisci, delegato dell’Associazione di promozione sociale Bethel, informa che «l’associazione realizzerà Venerdì e sabato prossimi, al centro commerciale Iperconad di Cospea, si svolgerà la seconda raccolta alimentare straordinaria ‘pro famiglie Ast’ organizzata dall’associazione Bethel: «Saranno raccolti alimenti a lunga conservazione – spiega Danilo Lisci – che poi verranno distribuiti a tutti i lavoratori Ast e ditte terze che ne faranno richiesta».
Il libro Grazie alla sensibilità del suo autore, di Intermedia Edizioni e di alcune librerie, è di nuovo in vendita un libro – bello e commovente – che si intitola ‘Sotto la ruggine‘ e l’intero ricavato della vendita andrà a sostegno dei lavoratori dell’Ast in sciopero. Il libro, dice il suo autore, il giornalista Gian Luca Diamanti, «prova a raccontare Terni con tre storie che hanno come sfondo, o come protagonista l’acciaieria. Storie dei primi del Novecento e poi degli anni Cinquanta. Senza tanta retorica. Con le lotte e le botte, le ingenuità, i sogni e gli incubi. Che tornano sempre, specialmente oggi. Quello che facciamo – conclude – è solo una goccia, ma si fa quel che si può».
Consiglio comunale Nel corso della seduta di consiglio in programma nel pomeriggio di lunedì, dice il presidente del gruppo di Forza Italia, Francesco Ferranti, «ho chiesto al sindaco di riferire e palesare quali siano le diverse strategie di lotta da porre in essere nell’ambito della vertenza sulle acciaierie, alle quali ha fatto riferimento in occasioni pubbliche e che però non sono mai state dichiarate in modo netto. In questo senso ho sollecitato una risposta per sapere se il sindaco non ritenga utile verificare con le organizzazioni sindacali una parziale modifica delle forme di protesta, considerato che lo sciopero generale ha già prodotto risultati importanti sul piano della visibilità della vertenza stessa a livello nazionale, ma sta causando – inevitabilmente – anche dei danni al territorio e agli stessi lavoratori». Poi Ferranti ricorda di aver chiesto «al sindaco se non ritenga opportuno, magari coinvolgendo anche altri livelli politici regionali e parlamentari, di fare pressioni sul governo al fine di ottenere anche per Terni l’applicazione dei benefici dell’amianto che nel sito ThyssenKrupp di Torino (meno grande e importante) sono stati riconosciuti fino al 2003. Il riconoscimento con l’estensione dei benefici inciderebbe nel risolvere in parte il problema degli esuberi, agevolando il pensionamento dei lavoratori più anziani (mitigando in parte gli effetti deleteri della legge Fornero) e quindi diminuendo il numero di giovani e meno giovani costretti a lasciare Terni per ricollocarsi altrove».
