di Marco Torricelli
Lo sciopero è pesante. Le buste paga di novembre saranno falcidiate, ma loro vanno avanti. Portinerie, Comune e Prefettura sono sempre sotto un pacifico ‘assedio’ «e lo rimarranno a tempo indeterminato e comunque fino a quando non ci saranno novità di rilievo», annunciano i sindacati che, intanto pensano a come dare continuità alla lotta e, soprattutto, a come alzarne il livello.
La Leopolda Adesso è ufficiale, la faccenda ‘della montagna e di Maometto’, che nelle loro teste, girava già da quando Matteo Renzi andò ad Assisi e si ‘dimenticò’ di passare per Terni, adesso si mette in pratica. E visto che Maometto-Renzi non è venuto alla montagna-Ast, si farà quanto previsto dal resto della storia: con i lavoratori di Ast che andranno a far visita al premier, impegnato nella convention che gli è tanto cara, alla Leopolda. Domenica mattina alle 6 un autobus si metterà in viaggio e raggiungerà Firenze: quello che succederà potrà essere seguito in streaming.
Il sindaco Leopoldo Di Girolamo sarà sicuramente su quell’autobus: «Credo che il mio dovere – dice il sindaco – sia quello di essere al fianco dei lavoratori e di condividere tutte le loro iniziative. Non a caso abbiamo deciso di attuare il fermo delle attività istituzionali ad eccezione di quelle il cui annullamento creerebbe disagi ai cittadini o riguardano impegni precedentemente assunti. Ho deciso che comunque sarà data spiegazione alla città del perché del fermo, attraverso delle comunicazioni che chiariscano (le specifiche sono già presenti sul sito istituzionale; ndr) che ‘se si ferma la fabbrica,si ferma la città’».
Atti legali Nel pomeriggio di venerdì i sindacati hanno fatto il punto e annunciato anche le altre iniziative in programma: per cominciare «sono state avviate le procedure legali nei confronti dell’ad, Lucia Morselli, per comportamento antisindacale e per invitarla a riportare il proprio atteggiamento entro linee di condotta più consone alla situazione che si sta vivendo».
Il conto corrente Nella giornata di lunedì «verrà aperto un conto corrente bancario nel quale i singoli cittadini e le associazioni che si sono offerti di offrire il proprio contributo per sostenere i lavoratori in lotta potranno far confluire tali contributi. Sceglieremo – spiegano i sindacalisti – l’istituto di credito che ci proporrà le condizioni migliori, a partire dal proprio contributo all’iniziativa e sulle spese generali di tenuta del conto». Nei mesi scorsi, su iniziativa di Renato Bartolini (Pd), alcuni consiglieri comunali ternani avevano espresso l’intenzione di contribuire ad un ‘fondo’ specifico. Adesso potranno farlo.
I ‘nazionali’ Martedì, invece, saranno a Terni i segretari nazionali dei sindacati di categoria «per fare il punto, con le organizzazioni territoriali e le Rsu di Ast, sull’andamento della vertenza e, soprattutto, su quali altre iniziative intraprendere (resta sempre aperta l’opzione relativa a far diventare la protesta ‘da esportazione’, portandola fin sotto le finestre della ThyssenKrupp ad Essen; ndr) e su come modularle».
A Roma Ma intanto si è deciso che mercoledì si andrà a Roma «all’ambasciata o al consolato tedesco, perché le rappresentanze diplomatiche di quel Paese devono sapere dalla viva voce di chi li vive, quali sono i problemi che una loro azienda sta determinando».
Stipendi in ritardo I sindacati e le istituzioni hanno a più riprese denunciato le ‘provocazioni’ aziendali e, tanto per non perdere l’abitudine, nella giornata di venerdì è stato comunicato che per non meglio identificati «problemi tecnici», gli stipendi di ottobre verranno pagati in ritardo: il 28 o forse il 29.
Prefetto di nuovo in campo Gianfelice Bellesini, nel frattempo, starebbe cercando di rimettere ‘intorno ad un tavolo’ azienda, istituzioni e sindacati: se ci riuscirà, il vertice potrebbe svolgersi già nella giornata di lunedì.
Lucidi Con lettera, il M5S, attraverso il suo portavoce Stefano Lucidi, «chiede sostegno ai senatori eletti in Umbria affinché facciano pressione sui loro capigruppo chiedendo di poter mettere in discussione in aula al senato le mozioni riguardanti le acciaierie di Terni». A seguito della recente riapertura del tavolo istituzionale al Mise, scrive Lucidi, «e in un momento così importante, il parlamento ha il dovere di intervenire sulla questione Ast. In particolar modo noi parlamentari del territorio, che non dobbiamo far mancare il nostro impegno per la risoluzione di questa vicenda».
I ‘giovani’ di Confindustria La vicenda dell’Ast di Terni «riguarda non solo gli operai e i lavoratori dell’indotto, ma l’intera industria italiana». A dirlo non è stato uno qualsiasi, ma il presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Marco Gay. In ballo a Terni. ha detto «ci sono non soltanto i 537 lavoratori oggi in mobilità, ma 2,4 miliardi di fatturato, 1.500 aziende che ruotano attorno alla lavorazione, 20 mila persone il cui reddito dipende dalle acciaierie. In ballo c’è qualcosa di più grande: il ridimensionamento dell’Italia come polo siderurgico. Un ridimensionamento irreversibile, la dispersione di un know how che il mondo ci invidia».
Cosa fare Secondo Gay, «lo Stato dovrebbe intervenire con più forza per accompagnare le acciaierie verso l’acquisto da parte di compratori realmente interessati a farle crescere, quindi: dichiarare la crisi complessa per l’aerea, attivare il Fondo strategico per gli investimenti, migliorare le infrastrutture relative al sito produttivo, ottenere che la Commissione imponga a Thyssen il rispetto di quegli stessi vincoli di investimento chiesti in passato».
