La manifestazione è stata una straordinaria prova di compattezza della comunità ternana e, più in generale di quella regionale. Le migliaia di persone che hanno sfilato – con grande serenità – e che erano nella piazza dove si è conclusa, ma anche tutte quelle che non sono riuscite ad entrarci, hanno detto, con una sola voce, un «no» grosso come una casa al progetto di ridimensionamento delle acciaierie ternane. Ma non c’è stato solo questo. E far finta di niente non si può. E non si deve.
I fischi La tensione – i cortei improvvisati nelle notti ternane, i cassonetti incendiati, la ‘spedizione’ fin sotto casa di un dirigente, la protesta nel corso del consiglio comunale, la ‘occupazione’ della sede comunale, la contestazione nei confronti del sindaco di giovedì sera, ne sono la prova – è sfociata, venerdì mattina, anche in una sonora salva di fischi e improperi – con tanto di accenno di scaramuccia, che per fortuna tale è rimasto – tra alcuni dei contestatori e il servizio d’ordine.
La Cgil Una piazza strapiena, dice la Cgil dell’Umbria, «ha seguito con partecipazione tutti gli interventi dei rappresentanti sindacali, dei delegati di Ast, di lavoratori delle altre aziende in crisi e degli studenti. Dispiace che, mentre la comunità si stringe intorno ai lavoratori Ast, un gruppo di persone estranee al sindacato e alla vertenza abbia deliberatamente disturbato questa grande prova di unità dei lavoratori ternani».
Angeletti «Credo che siano stati alcuni che militano in organizzazioni diverse», ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, a proposito dei fischi arrivati oggi da piazza della Repubblica. Secondo il leader della Uil, «in piazza c’erano esponenti dei centri sociali» che hanno contestato i leader sindacali.
La trattativa Ora, anche sulla base di quanto – di positivo e no – accaduto in questo venerdì 17, si dovrà riaprire la trattativa con il governo e con la ThyssenKrupp. Tenendo presente, appunto, tutto quanto accaduto.
