Francesco, un lavoratore che lascia l'Ast

di Marco Torricelli

Eccolo qui, davanti a me. E, mentre parliamo, sempre davanti a me, ci sono le acciaierie. Lui ci ha passato 24 anni e, adesso, sono alle sue spalle non per caso. Perché ormai sono il suo passato.

LA VERTENZA

In ‘mobilità’ Lui è Francesco ed è uno dei lavoratori – ex lavoratori – di Ast che hanno accettato di andarsene, ‘volontariamente’, dalle acciaierie. Loro, quelli della multinazionale, hanno offerto dei soldi – un’esca, secondo qualcuno – ma Francesco dice che la motivazione vera che lo ha spinto ad accettare e andarsene è stata un’altra. E, sarà perché la voce gli trema mentre ne parla, è difficile non credergli.

La decisione Francesco la racconta parlando svelto, perché se rallenta gli viene il magone: «Lì dentro ci ho passato la metà della mia vita e mica è facile, adesso, star qui a parlarne con te. Ma quello che ci stanno facendo è indegno e io non me la sono sentita di restare. Ho deciso di accettare la proposta che l’azienda ha fatto e, adesso, ricomincio da capo».

«ECCO PERCHE’ ME NE VADO»: IL VIDEO

I sentimenti Lui, Francesco, è uno di quelli che ha scelto: 80 mila euro lordi – «ma sono poco più di 61 mila netti» – più due anni di ‘mobilità’ a poco meno di mille euro al mese, per andarsene subito. «Con tanta amarezza e, credimi – dice – una sensazione di fallimento che mi tormenta. Perché penso ai tanti ragazzi che resteranno lì dentro e che, magari tra un paio d’anni, verranno sbattuti fuori senza pietà».

La rabbia Un nonno e un padre che, prima di lui, avevano lavorato in quelle acciaierie, «e poi io, assunto perché mi conoscevano, visto che con una ditta esterna ero già lì dentro – racconta – e che speravo di poterci arrivare alla pensione. Ma non me lo hanno permesso».

LA STORIA DI AST

Boldrini Sul fronte della vertenza questo lunedì potrebbe essere un giorno importante, dopo che – nella giornata di domenica – i rappresentanti dei lavoratori si sono incontrati con la presidente della Camera, Laura Boldrini, che si è impegnata – lo hanno fatto anche molti altri, per la verità – a mettere a disposizione il suo prestigio e il suo ruolo.

I LAVORATORI E LAURA BOLDRINI: IL VIDEO

L’ultimatum Ma la giornata potrebbe essere decisiva anche per un altro motivo: le Rsu di Ast avevano dato un ultimatum, spiegando di «ritenere che debba essere riconvocato in tempi rapidi il tavolo governativo» e che «se entro lunedì non avremo una risposta in merito», organizzeranno «tempestive iniziative di lotta tese ad ottenere tale convocazione».

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