I lavoratori a Bruxelles

di Marco Torricelli

Nemmeno sui numeri  c’è chiarezza. C’è chi parla di «una cinquantina», chi di «circa 120» e chi si spinge fino a 180. Tanto per capire che aria di smarrimento si respiri all’Ast. I numeri sono relativi agli impiegati a cui sarebbe stato concesso di recarsi al lavoro per portare a termine le procedure necessarie (chi lavora in quegli uffici dice, però, che tutto era già pronto da giorni) al pagamento degli stipendi.

‘Giallo’ Bruxelles Intanto, però, spunta anche il giallo sulla missione-Bruxelles: la lettera-documento che era stata concordata tra i lavoratori di Ast ed i rappresentanti italiani al parlamento europeo sarebbe stata decisamente ‘alleggerita’ dopo che la spedizione ternana era ripartita.

La «soddisfazione» Magari è un caso, ma la parola ‘soddisfazione’ compare solo in un paio di commenti: quello di Ast e quello del Mise. E questo la dice lunga. Perché, certo, la trattativa sul piano industriale è ripresa, ma ai lavoratori il compromesso non basta. Tanto che nella serata di giovedì, ai presìdi ai quali i lavoratori stanno dando vita, la tensione è tornata a farsi molto alta.

I LAVORATORI AL MISE: LE FOTO

I protagonisti All’incontro di giovedì, oltre al ministro Federica Guidi e all’ad di Ast Lucia Morselli, c’erano il vice ministro Claudio De Vincenti, la sottosegretaria al lavoro Teresa Bellanova, la presidente della regione Umbria Catiuscia Marini, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e i rappresentanti dei sindacati di categoria – nazionali e territoriali – e le Rsu.

LA VERTENZA TK-AST

Il compromesso Che di questo si tratti appare chiaro leggendo il commento ufficiale del ministero dello sviluppo economico, che «manifesta soddisfazione per l’esito della riunione. L’Azienda infatti, accoglie le indicazioni del governo e illustra le modifiche apportate al piano industriale e mostra la più ampia disponibilità a procedere al pagamento degli stipendi. Il sindacato dichiara di cogliere le novità ed esonera dallo sciopero tuttora in atto, le aree amministrative competenti al fine di predisporre i pagamenti che saranno erogati entro lunedì prossimo a tutti i dipendenti». Lo sciopero, infatti, va avanti. Almeno fino a lunedì.

Gli stipendi In poche parole al Mise si è concordato che alcuni impiegati potranno essere esentati dallo sciopero – cosa peraltro già avvenuta nei giorni scorsi, ma l’azienda aveva deciso che non andava bene – per poter espletare le procedure che, già da venerdì, potrebbero far partire i ‘bonifici’ relativi agli stipendi di ottobre.

Gli investimenti Sarebbe stato concordato, poi, che ThyssenKrupp porterà a 200 milioni di euro, rispetto ai 110 milioni iniziali, gli investimenti da effettuare nel prossimo triennio. In parte questo sarebbe legato all’aumento dei costi per il trasferimento della linea 5 da Torino e dei lavori di adeguamento necessari.

Gli esuberi Poi c’è il giochetto sui numeri degli esuberi. Adesso infatti, l’Ast parla di circa 100 esuberi. Già, perché non conteggia già più le 140 le persone che hanno firmato per essere volontariamente inserite nelle liste di mobilità e altre 50 che potrebbero, invece, uscire entro dicembre.

I forni Ma il problema fondamentale resta un altro: l’azienda rimane ferma ad un milione di tonnellate di acciaio fuso all’anno, ma siccome si è più volte detto che con queste quantità l’equilibrio economico non sarebbe garantito, restano tutti interi i dubbi sul futuro. Sopratutto sull’area a caldo.

Landini contestato Tanto che il leader della Fiom, Maurizio Landini, a cui non sono stati risparmiati fischi ed improperi all’uscita, ha rilasciato un commento molto cauto: «Oggi c’è una base nuova per sviluppare il confronto anche se i problemi restano tutti». Mentre di «disponibilità», di «passi in avanti» dell’azienda parlano un po’ tutti i segretari nazionali dei sindacati. Ma i lavoratori non hanno gradito.

VIDEO: LE REAZIONI DEI LAVORATORI

Ast soddisfatta L’azienda, invece, esprime «soddisfazione per quanto emerso al tavolo del Mise rispetto alla prospettiva di negoziare un accordo di ristrutturazione con il sindacato, a partire dal nuovo incontro lunedì prossimo». E la scelta della parola ‘ristrutturazione’ – certamente non casuale – somiglia all’ennesimo schiaffo.

Le assemblee Tanto più che l’azienda di dice «disponibile a mettere a disposizione le strutture esterne agli impianti produttivi, a partire dall’auditorium, che possono essere utilizzate a discrezione dei sindacati e dei lavoratori». Resta ferma, invece, la decisione di non consentire l’utilizzo degli spazi all’interno degli impianti produttivi per lo svolgimento delle assemblee».

Le tappe Perché il percorso è delineato: lunedì pomeriggio alle 16 si ritroveranno tutti di nuovo lì, al ministero. Mentre martedì è previsto lo svolgimento, appunto, delle assemblee con i lavoratori.

Renzi Ma che la situazione abbia ‘preso un verso’ preciso appare chiaro anche dalla frase – «In queste ora si sta aprendo un positivo spiraglio» – pronunciata dal presidente del consiglio, Matteo Renzi, nel corso del suo intervento all’assemblea annuale dell’Anci a Milano.

LA STORIA DI AST IN UN MINUTO

Rossi Il senatore del Pd Gianluca Rossi dice che «Ritornare a confrontarsi nel merito di un piano industriale che concretamente guarda al futuro produttivo di Ast è uno snodo fondamentale ed è stato possibile grazie all’impegno corale di governo e sindacati. Quanto a ThyssenKrupp, è positivo l’impegno che verificheremo nelle prossime ore a versare gli stipendi di ottobre dei lavoratori.Mi attendo che il mantenimento dei due forni, il raggiungimento di volumi produttivi conseguenti, il potenziamento degli investimenti e la salvaguardia dei livelli occupazionali siano le basi di un nuovo piano industriale, che possa consentire un accordo condiviso».

Crescimbeni Per il consigliere comunale Paolo Crescimbeni (Gm), invece, «se tutto va come si spera non si dovrà abbassare la guardia neppure di un millimetro fino a che le grandi strategie del gruppo non verranno rese note. E quindi volumi produttivi, commercializzazione, investimenti, occupazione. Lunedi si dovrebbero pagare gli stipendi, ma questa, pur importante e emblematica, è solo la precondizione del tutto».

Caso Ilserv Agli esuberi di Ast – che comunque restano 290 e non i 100 di cui parla l’azienda – vanno peraltro aggiunti quelli che deriveranno dalla definitiva conclusione – lunedì mattina è previsto un incontro in Confindustria nel corso del quale verranno avviate le procedure di cassa integrazione straordinaria per tutti gli oltre 300 dipendenti di Ilserv, anche se a rischiare, nell’immediato, sono 200. Appare confermata anche l’ipotesi che almeno alcune delle lavorazioni fino ad oggi svolte da Ilserv saranno affidate alla Ecoindustria, che potrebbe anche decidere di riassorbire una parte della forza lavoro di Ilserv. Occorrerà verificare quanti lavoratori e a quali condizioni. Gli altri passeranno nella colonna degli esuberi.

La solidarietà Prosegue, intanto, l’attività dell’associazione di promozione sociale ‘Bethel’, che ha organizzato una raccolta e distribuzione di prodotti alimentari – ‘Aiutaci ad aiutare’ e il motto – a beneficio delle famiglie dei lavoratori: «Nella giornata di sabato – spiega Danilo Lisci – all’esterno di tre supermercati Conad – in via Urbinati, in via Donatori di organi e in via Cesare Battisti – chiederemo ai cittadini, e con noi ci saranno anche alcuni lavoratori, di contribuire con prodotti alimentari di prima necessità alla scorta da mettere poi a disposizione, nella nostra sede di via Fratelli Rosselli 7, di chi vorrà usufruire di questo gesto di solidarietà».