di M. To.
Riaprono i cancelli e, per i lavoratori della Tk-Ast di Terni, quella di lunedì sarà una giornata particolare. Rimetteranno piede in fabbrica dopo una fermata estiva decisamente più lunga del previsto, ma soprattutto andranno alla ricerca di conferme.
La vertenza Quella di lunedì, infatti, non è una ‘riapertura’ normale: intanto perché la vertenza aperta per il salvataggio della fabbrica – il piano-Morselli viene considerato un autentico colpo mortale – forse deve ancora far registrare le tensioni più forti, anche se fino ad oggi non si è certo scherzato. Ma soprattutto perché la prima giornata di lavoro sarà anche l’occasione per verificare quale sarà il clima interno che regnerà in fabbrica.
Gli impianti Grande attenzione, poi, sarà riservata alla verifica dei lavori di manutenzione ai quali gli impianti sono stati – se lo sono stati – sottoposti, perché – la denuncia era venuta proprio nei giorni più caldi di luglio – senza un’adeguata manutenzione estiva si rischierebbe un’ulteriore colpo alla capacità produttiva dello stabilimento.
Il Partito democratico Contestualmente, però, riparte anche l’attività politica: lunedì, alle 16,30, fa sapere il Pd ternano, «si terrà un attivo congiunto delle assemblee comunale e provinciale sulla vicenda Ast e aperto a tutta la cittadinanza». Alla riunione «saranno presenti anche la presidente della Regione, Catiuscia Marini e il segretario regionale, Giacomo Leonelli».
La data L’attivo, spiega il Pd, «è stato programmato in una data simbolica per la città, ovvero nel giorno della riapertura della fabbrica di viale Brin, dopo la prolungata fermata estiva, non solo per informare e coinvolgere i cittadini ma anche per dimostrare la nostra profonda vicinanza e responsabilità nella gestione e risoluzione dell’emergenza che, a nostro parere, deve essere necessariamente gestita dalla presidenza del consiglio a cui chiediamo dunque il massimo impegno a difesa di Ast».
Progetto Terni La lista civica del presidente del consiglio comunale prende posizione in riferimento al piano di ristrutturazione presentato dalla Thyssenkrupp ed «evidenzia nuovamente le difficoltà della politica nazionale nei confronti delle multinazionali che decidono lontano dall’Italia le loro strategie aziendali senza alcun interesse al tessuto sociale e produttivo locale, con gravi ricadute occupazionali».
Il governo Secondo Progetto la comunità ternana ed umbra devono continuare nella pressione «nei confronti del governo Renzi» per spingerlo a «rivisitare immediatamente le azioni di politica industriale volte alla salvaguardia dell’acciaio ternano quale produzione strategica nazionale, prevedendo un immediato e non procrastinabile intervento diretto dello Stato mediante l’attivazione di un fondo strategico all’uopo dedicato da parte della Cassa depositi e prestiti, così come avvenuto per la Ansaldo Energia e come d’altronde hanno fatto anche altri Stati europei, non ultima la Francia per la soluzione della crisi Peugeot-Citroen».
Consiglio ‘aperto’ Altra richiesta è quella di una «immediata convocazione di un consiglio comunale aperto a tutta la comunità ternana ed umbra, alle istituzioni pubbliche locali e regionali, alla Camera di commercio, alle associazioni imprenditoriali e professionali, ai sindacati, alle istituzioni finanziarie, al fine di condividere le azioni di sistema e di definire una cabina di regia che tenga le redini e sia di supporto e di guida al governo Italiano nella trattativa con la Thyssenkrupp».
