di M. To.
Dura. Parecchio. La ‘presa d’atto’ di quanto sta succedendo alle acciaierie ternane, da parte della presidente della Regione, Catiuscia Marini, somiglia ad una stilettata: «La comunicazione irrituale pervenuta alle istituzioni locali unicamente attraverso il comunicato ‘di informazione per la stampa’ di ThyssenKrupp, circa la decisione della assemblea degli azionisti di accogliere la richiesta di dimissioni dell’ingegner Marco Pucci e la contemporanea nomina della dottoressa Lucia Morselli nelle funzioni di amministratore delegato, ci preoccupa fortemente e fa presagire l’apertura di una fase complessa soprattutto in merito al prossimo piano industriale».
Gli impegni Nell’ultimo incontro «tenutosi a palazzo Chigi il quattro giugno, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Del Rio e del vice ministro De Vincenti – ricorda la presidente – Joakim Limberg (Ceo business area material service), aveva ribadito l’impegno a presentare il piano industriale mantenendo anche un costante confronto con il governo, le istituzioni locali, i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Per quanto riguarda la Regione Umbria, l’unica sede nella quale sviluppare il confronto nel merito delle decisioni che gli azionisti di Ast stanno maturando in queste settimane – è e rimane esclusivamente quella del governo nazionale, in quanto la prospettiva industriale delle acciaierie di Terni ed il futuro occupazionale rappresentano una vicenda di rilevante interesse nazionale, oltre che dell’Umbria e di Terni».
Il ‘tavolo’ Nei prossimi giorni «di intesa con il Sindaco di Terni e con il Presidente Della Provincia di Terni – rende noto la presidente Marini – convocherò una riunione del tavolo regionale enti locali, con le organizzazione sindacali e le rappresentanze dei lavoratori».
I sindacati I segretari di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria – Mario Bravi, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini – in una nota congiunta «esprimono forti preoccupazioni per il futuro dell’Ast di Terni. Deve essere chiaro a tutti – dicono – che il futuro produttivo, occupazionale e strategico della nostra regione nonché la sua identità sono indissolubilmente legati al futuro produttivo e occupazionale di un sito, come quello rappresentato dal polo siderurgico ternano, che non può e non deve assolutamente essere ridimensionato nelle sue capacità produttive e di prospettiva, per la sua strategicità nella produzione di acciai speciali fondamentale per tutto il Paese».
Una priorità Il futuro dell’Ast, dicono i tre segretari, «è una questione di priorità per tutta l’Umbria ed è una questione di carattere nazionale. Nel manifestare la nostra piena solidarietà ai lavoratori in lotta chiediamo una incisiva azione istituzionale che rimetta al centro la funzione del sito ternano e sollecitiamo il governo a pretendere la conoscenza del pian industriale della multinazionale, con una accelerazione nei tempi rispetto al confronto con la multinazionale tedesca per evitare sorprese che potrebbero indebolire il tessuto industriale ternano e umbro».
Rossi Secondo il senatore del Pd, Gianluca Rosi, «il cambio al vertice, senza entrare nella sfera decisionale della multinazionale e delle singole persone, stupisce e preoccupa. Per queste ragioni ritengo opportuno l’immediato coinvolgimento della presidenza del consiglio, già artefice di un incontro interlocutorio a palazzo Chigi un mese fa, che, sono certo, il sindaco Di Girolamo e la Presidente Marini, attiveranno immediatamente al fine di fare chiarezza definitiva».
Paparelli Le dimissioni di Marco Pucci «stupiscono e preoccupano, tanto più perché rassegnate a ridosso della presentazione del nuovo piano industriale dell’azienda dal quale i lavoratori, e con loro le istituzioni e le forze sociali, attendono un segnale concreto per il rilancio del comparto ternano dell’acciaio – dice l’assessore regionale Fabio Paparelli – e ll nuovo amministratore delegato Lucia Morselli spetta ora il compito di fornire risposte convincenti sul fronte dello sviluppo».
Leonelli Per il segretario del Pd umbro, Giacomo Leonelli, «Ast rappresenta per Terni e per l’Umbria un importante patrimonio industriale e dal suo rilancio passa anche la crescita della regione. Il Pd dell’Umbria è intenzionato a dare il suo contributo ad un’azione incisiva sulle prospettive di rilancio del sito ternano ed è al fianco dei lavoratori dell’azienda e delle istituzioni impegnate nella difesa del sito».
Nevi Il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Raffaele Nevi ricorda che «abbiamo più volte ripetuto che l’Ast è il motore economico non solo dell’Umbria intera ma di un pezzo importante dell’industria siderurgia italiana. Forza Italia chiede pertanto che la Regione, il governo – chiaramente insieme alle istituzioni locali – si attivino per organizzare un incontro formale con l’azionista per capire se questo avvicendamento è stato causato da motivi personali di Pucci o, come dice qualcuno, da una non condivisione dei progetti futuri dell’azionista rispetto all’azienda ternana».
Terni città futura Estremamente preoccupati «per le notizie di queste ore relative all’Ast» e per «le dimissioni di Marco Pucci, proprio a ridosso della presentazione del piano aziendale» si dicono a ‘Terni città futura’, che chiedono «innanzitutto che il sindaco vuoti il sacco ed inizi ad informare la città sui colloqui dei primi del mese nell’importante sede di palazzo Chigi dove furono volutamente lasciati fuori dalla porta i sindacati. Si dica subito tutto ciò che da allora si sa e che, questo è il sospetto, per opportunità ed interessi elettorali si è nascosto alla città». La politica locale tutta e il sindaco per primo, dice ‘Terni città futura’, «si faccia coraggio e pretenda di conoscere le vere intenzioni aziendali e dimostri di saper fronteggiare l’ennesima crisi della nostra industria con autorevolezza e determinazione. Non serviranno cortei di solidarietà o serrate cittadine, ma dimostrare di voler fare sul serio su impegni e realizzazioni concrete a servizio dell’industria. Su tutte il problema energetico e il completamento della Orte-Civitavecchia».
