Sindaco, vescovo e lavoratori a Roma

di Marco Torricelli

Manco una parola. E sì che la cosa era stata preparata per benino. Tanto che in piazza San Pietro, domenica mattina, insieme ai lavoratori delle acciaierie, c’erano anche il sindaco. Leopoldo Di Girolamo, il presidente della Provincia, Feliciano Polli e il vescovo, Giuseppe Piemontese. Tutti in attesa delle parole di Papa Francesco. Che, però, di Tk-Ast non ha parlato.

La delegazione Una trentina di persone, tra lavoratori e sindacalisti, avevano raggiunto piazza San Pietro e, in attesa dell’Angelus domenicale, avevano srotolato uno striscione che evidenziava che loro erano lì ‘in difesa della dignità dei lavoratori delle acciaierie di Terni’ ed avevano distribuito quei volantini in inglese già usati durante il blocco dell’A1, per spiegare anche ai pellegrini il motivo della loro presenza.

IL BLOCCO DELLA A1

Sindaco, presidente e vescovo Ma con loro c’erano anche il sindaco, il presidente della Provincia ed il vescovo, non solo a dimostrazione di una comunione autentica tra il mondo istituzionale e quello religioso, ma anche perché dalla diplomazia vaticana era arrivato, chiaro, il messaggio che Papa Francesco – al quale la comunità ternana aveva già fatto visita a marzo – avrebbe speso qualche parola di solidarietà nei confronti di chi sta vivendo un periodo di grande incertezza.

LA VISITA AL PAPA DEI 7500 TERNANI

Silenzio Domenica mattina, invece, il vescovo Piemontese e gli altri hanno atteso invano. Il Papa venuto ‘dall’altra parte del mondo’ ha parlato di altro. Ma delle acciaierie, dei suoi lavoratori che rischiano di essere messi alla porta, di una città che teme di vedersi spingere definitivamente nel baratro della crisi, no. Non ha parlato. Ridimensionando quello che era stato annunciato come «un momento di condivisione, di solidarietà e comunione fraterna, oltre che di sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo alla difficile situazione del lavoro in Umbria».

Il vescovo Monsignor Giuseppe Piemontese, ovviamente, non polemizza. Ma un passaggio del suo commento è chiaro: «E’ stato importante essere con i lavoratori a piazza San Pietro e pregare insieme con papa Francesco, far conoscere le nostre proposte e ragioni a tutti coloro che ci hanno avvicinato»,  ha detto il vescovo, che ha poi spiegato che «tutta la comunità cristiana avverte la gravità di questa situazione ed è vicina ai lavoratori e alle loro famiglie. Anche papa Francesco è a conoscenza della vicenda che riguarda l’acciaieria, comunicata ufficialmente in più modi e occasioni (dice proprio così, il vescovo; ndr) in queste settimane». Sì, la comunità locale avverte la gravità. Altri, forse, un po’ meno. E chissà perché.

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