di M.G.P.

Una scultura alta cinque metri, realizzata con lastre in ferro di spessore 6 mm circa e intervallate da spazi vuoti che conferiranno all’opera permeabilità visiva. Questo il ‘nuovo volto’ del Thyrus che sfoggerà tutta la sua bellezza al centro della rotonda Alfredo Filipponi, all’ingresso del museo Caos di Terni. Mercoledì mattina la presentazione dell’opera a Palazzo Spada.

Progetto Thyrus – tutti i dettagli

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Thyrus, simbolo della città «Restituire al Thyrus un posto centrale come simbolo del territorio, conferendogli una nuova veste iconografica», è questo l’obiettivo dell’associazione che ha realizzato il progetto, la ‘Thyrus Ets Onlus’. «Credo che il Thyrus rappresenti tutti noi – ha detto il sindaco di Terni, Leonardo Latini – è un qualcosa che ci lega in maniera profonda e ci dà il senso delle nostre origini e ci proietta anche in avanti verso il nostro futuro. È quello a cui guardano i cittadini per sentirsi cittadini ternani». In città, se si esclude la statua legata all’iconografia medioevale e collocata nel cortile di Palazzo Spada, non esistono altre opere scultoree che raffigurano il Drago; l’intento dell’iniziativa, nata nell’ambito di un patto di collaborazione tra l’ente e l’associazione ideatrice, è quello di colmare questo vuoto. «Superato lo scoglio dei rapporti con gli uffici del Comune e l’amministrazione comunale e quello della stesura del patto a livello di studio tecnico commerciale, ci siamo preoccupati del materiale e ci siamo detti che avrebbe dovuto parlare del territorio quindi non poteva che essere l’acciaio e in questo senso siamo stati aiutati da Fabio Di Gioia che per conto di Ast ci ha indirizzato fino all’ingegnere Marco Sciaccaluga; per la location che volevamo vicina a un centro culturale, ci è venuto incontro Sandro Corsi che è al vertice della Actl che si occupa della cura della rotonda sulla quale sarà installata la statua, vicino al Caos, grazie alla disponibilità della ditta di trasporti Asciutti, all’Asm che illuminerà l’opera, alla Fondazione Carit al Comune e spero di non aver dimenticato nessuno», ha detto durante la presentazione uno degli ideatori, Marco Diamanti. Per completare l’opera, è stato spiegato, serviranno circa sette mesi dall’arrivo dell’acciaio. La delibera di giunta valevole come nulla osta in questo senso è stata licenziata solo pochi giorni fa a seguito di un lungo percorso di studio dell’iter.

‘Un drago per Terni’ La tecnica usata per la realizzazione del monumento sarà quella dello ‘Sliced’. È una particolare tecnica realizzativa figlia delle nuove tecnologie e delle nuove generazioni. Tutte le tecnologie di produzione più moderne ragionano infatti per giustapposizione di livelli o ‘layers’, con differenti materiali. Partendo dal modello realizzato manualmente, prima in argilla, poi in vetroresina, è stata effettuata una scansione 3D. Questa ha prodotto a sua volta un modello 3D digitale, che in seguito ad un elaborazione matematica, è stato sintetizzato in un insieme discreto di livelli che compongono l’immagine finale. Questi livelli verranno a loro volta riprodotti, mediante la
tecnologia del taglio laser, su lastre di ferro spesse circa 10 millimetri.

Collaborazione tra diverse realtà «Compito degli amministratori pubblici – ha detto in conferenza stampa l’assessore al Welfare Cristiano Ceccotti – è anche quello di aiutare i cittadini a realizzare i propri sogni: questo del monumento al drago, il primo in Italia realizzato attraverso un patto di collaborazione, era, in effetti un sogno condiviso da molti, con il giusto pizzico di follia, ma anche con uno straordinario entusiasmo e competenza». Nel progetto sono attualmente coinvolti Fondazione Carit, Acciai Speciali Terni, Asm Terni SpA, Onirico, Cooperativa Sociale Actl, Asciutti International logistica,
Cooperativa Sociale Alis, Camera Commercio Umbria, Studio De Giorgis e Calcestruzzi Cipiccia.

(foto dal video di presentazione del Thyrus)