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giovedì 19 maggio - Aggiornato alle 07:01

Test sierologici Covid-19 in centri privati, ok dalla Regione: via in 20 laboratori a 40 euro

Dopo le polemiche delle scorse settimane emanato protocollo: «Ci vorrà prestazione medica e risultati subito trasmessi a Asl»

Un test

Torna la possibilità di effettuare test sierologici per rilevare se si sono sviluppati anticorpi relativi al Covid-19 nelle strutture di sanità privata, che tanto avevano fatto discutere dopo l’annuncio di un centro perugino che li avrebbe fatti a 70 euro l’uno, prima dello stop della Regione. Ora Palazzo Donini torna a dare il via libera, ma a precise condizioni, elencate in un protocollo, in cui si sottolineano i «grossi problemi di sanità pubblica» posti dall’infezione da Sars-Cov-2, che impongono una serie di prescrizioni per l’esecuzione dei test sierologici presso i laboratori privati. E sono 20 le strutture pronte a partire sul territorio regionalead un prezzo calmierato di 40 euro (test qualitativo).

Serve prescrizione medica In base al documento che delinea l’attività delle strutture private, il test per rilevare la positività al virus dovrà essere eseguito previa prescrizione di un medico e l’esecuzione dell’esame deve avvenire nel rispetto di rigidi protocolli di sicurezza e protezione, definiti dal laboratorio, per evitare la diffusione del contagio. Inoltre, deve essere raccolto il consenso informato del soggetto all’esecuzione del test e alla trasmissione dei risultati ai servizi dell’Azienda sanitaria locale ai fini del controllo epidemiologico e di sanità pubblica. L’informazione al soggetto al quale viene effettuato l’esame deve specificare le caratteristiche del test e le finalità, nonché i limiti e il significato dei risultati dell’esame e la necessità di isolamento in caso di test positivo.

Segnalazione a Asl In caso di positività (sia per IgM, che per IgG, che per IgM+IgG), si deve invitare il soggetto a rientrare al proprio domicilio e quindi a mantenere l’isolamento, anche dai propri familiari, mentre il laboratorio che ha effettuato il test sierologico deve immediatamente segnalare il caso positivo al Servizio di Igiene e sanità Pubblica competente per i provvedimenti del caso; la tracciabilità della prestazione deve essere garantita anche per i test sierologici rapidi in immuno-cromatografia. Inoltre è richiesto un referto firmato, contenente le specifiche del test utilizzato. L’esito dell’esame, sia positivo che negativo, deve essere comunicato all’Azienda sanitaria tramite inserimento nei sistemi informatici regionali di biosorveglianza.

Monitoraggio Il documento prevede la costituzione di un Comitato per il controllo e monitoraggio dell’attuazione di tutte le disposizioni e dei risultati dei dati elaborati dal sistema di sorveglianza, inoltre sarà soggetto a rivalutazione in relazione all’evoluzione degli scenari epidemiologici e delle conoscenze scientifiche e in base all’esito del monitoraggio previsto dal Decreto del Ministero della Salute del 30.4.2020 “Emergenza COVID-19: attività di monitoraggio del rischio sanitario connesse al passaggio dalla Fase 1 alla Fase 2”.

Test a 40 euro Su tutto il territorio regionale sono venti i laboratori privati che sono pronti a iniziare, assicurando la loro «piena disponibilità a collaborare, con le modalità ritenute più opportune, alle attività di screening sierologico avviate dalla Regione Umbria». Via dal 6 maggio, dunque, ad un prezzo calmierato di 40 euro (test qualitativo). L’esecuzione è rivolta esclusivamente ai cittadini “asintomatici”, sarà indispensabile la prescrizione medica e la prenotazione, con triage telefonico, direttamente al laboratorio prescelto. Per i pazienti minorenni, sarà necessario l’accompagnamento di chi ha la patria potestà, mentre per i pazienti con disabilità è indispensabile la presenza di un tutore. L’esecuzione dei test avverrà nel rispetto di protocolli di sicurezza e protezione, definiti dal laboratorio, atti ad evitare la diffusione del contagio.

I tipi di test I principali test sierologici attualmente disponibili sono di due tipi: Test sierologico qualitativo in immuno-cromatografia (CARDS): permette di rilevare la presenza o assenza degli anticorpi IgM e IgG contro SARS-CoV-2 nel sangue del paziente. Il test si esegue da prelievo capillare o da prelievo venoso. Test sierologico quantitativo in ELISA e in CLIA: misura l’esatta concentrazione degli anticorpi (IgM e/o IgG) nel sangue del paziente. Il test si esegue da prelievo venoso. Comunicazione del risultato del test: L’esito del test, sia positivo che negativo, verrà trasmesso, per fini epidemiologici, ai competenti Servizi Isp dell’Azienda Sanitaria Locale. E’ stata predisposta un’apposita Web APP per il trasferimento dei dati. In caso di risultato “positivo” del test sierologico, il laboratorio deve immediatamente segnalare il caso positivo al Servizio di Igiene e sanità Pubblica competente per territorio per i provvedimenti del caso. Il soggetto sarà sottoposto ad ulteriori accertamenti con test molecolare (tampone), che rimane, ad oggi, il solo test diagnostico in grado di identificare i soggetti infetti e potenzialmente diffusori di infezione. Al fine di garantire il monitoraggio sulle modalità di espletamento dei test e la valutazione dei risultati nella attuale fase epidemica, è prevista la costituzione di un Comitato regionale che comprenderà un rappresentante per i laboratori privati.

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