A fronte di un aumento del 4% dei posti a Medicina, in Italia, all’università di Perugia, vengono sostanzialmente confermati quelli dell’anno precedente. Parliamo tuttavia di una ripartizione provvisoria. L’università di Perugia si aspetta l’assegnazione di una ventina di posti in più in totale rispetto allo scorso anno. Potrebbe accadere da qui ad aprile con le ripartizioni definitive. Dall’università perugina infatti è stata fatta richiesta di maggiore disponibilità per le iscrizioni a Medicina, sulla base di diversi criteri che t conto da un lato della popolazione e dall’altro di parametri quali le docenze e i posti letto. L’anno scorso si sono potuti iscrivere a Medicina 311 + 19 studenti residenti in paesi extra Ue. I posti disponibili, a livello nazionale, passano da 14.214 a 14.787, vale a dire la possibilità di avere 573 iscritti in più a Medicina e chirurgia. Nello specifico ci saranno 14.211 studenti che entreranno ai corsi di lingua italiana e 576 di lingua inglese, rispetto ai 13.663 e ai 551 dell’anno precedente. Si tratta di una stima provvisoria, in attesa del decreto che potrebbe contenere qualche ritocco in rialzo. Secondo i primi calcoli ad avvantaggiarsi dei maggiori aumenti di posti sarebbero state le regioni come come il Veneto con un +5%, il Lazio un +6,4%, la Lombardia con un +11%.
Cosa accade Ovviamente il numero di iscritti non è una immediata risposta alle carenze di organico, come quelle denunciate in Umbria ormai da tempo, tenuto conto che occorrono 11 anni per formare un medico e assumerlo negli ospedali. Ma è un investimento a lungo termine per fare in modo che il fabbisogno di medici si riduca col tempo. Tuttavia il discorso non riguarda soltanto gli ingressi alla facoltà di Medicina e chirurgia, ‘colli di bottiglia’ si registrano anche più avanti sulle specializzazioni che, prevedendo graduatorie nazionali per ogni tipologia, oltre a determinare un ulteriore numero chiuso, favorisce la migrazione tra una scuola di specializzazione e l’altra, col passare degli anni. Tradotto: gli iscritti ripetono i test alla specializzazione nella quale non sono riusciti a passare, mentre sono iscritti ad un altra, fino ad abbandonare quella attuale ed entrare in quella desiderata. Insomma gli antichi fronti numero chiuso contro numero aperto continueranno a battersi ma il fabbisogno di personale rimane ancora a lungo. Si discute tuttavia sia sul superamento delle graduatorie nazionali per le specializzazioni (si tenga conto che in Umbria si è negli ultimi anni, da 18 a 28), sia sul superamento del numero chiuso a Medicina, a favore di un accesso aperto basato sul raggiungimento di obiettivi, anno per anno, che determinano la selezione.
Il ministro Per trovare una soluzione in tempo reale al problema della carenza di medici, ha detto mercoledì il ministro Schillaci, «è stato istituito presso il ministero dell’Università un gruppo di lavoro, che ha il compito di definire il fabbisogno dei medici e adeguare le capacità e l’offerta potenziale del sistema universitario». Ha anche ricordato la «fuga da alcune specialità mediche, rese sempre meno attrattive. Nel 2022 sono state tante le borse delle scuole di specializzazione che non sono state assegnate per mancanza di candidati, un fenomeno che assume dimensioni preoccupanti soprattutto per quanto riguarda l’area della medicina di emergenza e urgenza». E’ stato quindi previsto «un aumento dell’indennità per gli operatori sanitari del pronto soccorso a partire dal primo gennaio 2024 con uno stanziamento di 200 milioni di euro annui».
Novità L’ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico di Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria e Medicina veterinaria per il prossimo anno accademico avverrà a seguito del superamento della prova d’esame “Tolc” (Test OnLine Cisia). La prova potrà essere ripetuta più volte quest’anno, ed è aperta anche agli studenti del quarto anno delle superiori che potranno iniziare a tentare per l’anno accademico 2024/2025. La prima finestra prevista per il 2023 è tra il 13 e il 22 aprile. Mentre la seconda è fissata tra il 15 e il 25 luglio. Nell’ambito di queste sessioni ciascun ateneo individua i giorni e i turni per le prove. Secondo il decreto del MUR pubblicati a inizio anno, i test Tolc verranno somministrati in presenza al pc presso la sede scelta dal candidato durante l’iscrizione alla prova. Le domande del nuovo test medicina 2023, il Tolc-med, saranno così suddivise: 7 quiz di comprensione del testo, conoscenze acquisite negli studi – 15 minuti; 15 quiz di biologia – 25 minuti; 15 quiz di chimica e fisica – 25 minuti; 13 quiz di matematica e ragionamento – 25 minuti. Il nuovo test medicina 2023 durerà 90 minuti. Una volta sostenuti i test, la domanda di inserimento nella relativa graduatoria deve essere compilata esclusivamente on line attraverso la piattaforma realizzata da Cineca. La domanda è attiva dal 31 luglio 2023 e fino al 24 agosto 2023, specificano dal ministero. Al momento della presentazione della domanda di inserimento nella graduatoria di merito, il candidato deve verificare il punteggio proposto dal sistema come miglior punteggio ottenuto nel test Tolc e indicare, in ordine di preferenza, le sedi per cui intende concorrere. “La successiva pubblicazione della graduatoria nazionale avverrà il 5 settembre 2023”, si specifica nel decreto, in anticipo dunque rispetto agli anni precedenti.
