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Terremoto strada di Castelluccio rilievi

«In alcuni  punti la strada per Castelluccio si è abbassata fino a 80 centimetri con spostamenti verso valle anche di 30 centimetri». Questi i primi dati diffusi dalla Provincia di Perugia che con un drone laser scanner ha compiuto un volo di ricognizione sui tre chilometri più danneggiati della strada 477 che collega il borgo ai piedi del Vettore con Norcia. Qui la carreggiata è stata letteralmente bombardata dal terremoto del 30 ottobre che ha provocato il distacco di rocce di grandi dimensioni, ma anche lesioni e cedimenti molto gravi.

Strada di Castelluccio si è abbassata anche di 80 cm  I tecnici dell’ente hanno rimosso parte dei massi al fine di permettere almeno il passaggio dei mezzi delle autorità, ma la situazione è complessa come confermano i rilievi effettuati nelle ultime ore. «A un primo esame della zona – spiega la Provincia con una nota – risulta esserci stato un abbassamento del territorio interessato dalla faglia di circa 80 cm, e uno spostamento orizzontale di 30 cm verso ovest». L’esito degli accertamenti tecnici, compiuti con attrezzature altamente tecnologiche e una spesa di circa 70 mila euro, dovranno essere vagliati con grande attenzione da ingegneri e topografi dell’ente chiamati a definire «se intervenire ripristinando la parte crollata a valle o scavando lato monte, asportando la roccia esistente in modo da allargare la carreggiata».

Rebus riapertura I tempi di riapertura non si annunciano rapidi, almeno per i tre chilometri distrutti dal terremoto del 30 ottobre: «L’abbassamento – ha spiegato Giuseppe Pompei, topografo della Provincia – va diminuendo quando si scende da Castelluccio verso Norcia, infatti, nella zona del cimitero di Santa Scolastica l’abbassamento misurato è di circa 5 cm mentre al centro di Norcia si è verificato un analogo innalzamento del terreno, mentre – riferisce – si è misurato uno spostamento considerevole orizzontale di circa 40 cm in direzione ovest. La tecnologia sperimentata è di massima utilità per conoscere il territorio ed esaminare dal punto di vista ingegneristico le strade, così da realizzare interventi mirati per il ripristino della viabilità stradale. Il drone che ha percorso i tre chilometri di strada ha fatto in poche ore dei rilievi che noi topografi con i mezzi tradizionali avremmo realizzato in almeno dieci giorni di lavoro, senza considerare la pericolosità di mandare tecnici in zone interessate da evidenti cedimenti».

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