La distribuzione di alcune scosse sulla mappa

di Dan.Bo.

Fino a settanta centimetri: di tanto secondo i primi dati analizzati dall’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, si è abbassato il suolo nelle aree colpite dal terremoto di domenica alle 7.40, al quale sono seguite moltissime forti repliche. La misurazione è stata fatta grazie al satellite Sentinel 1 dell’Agenzia spaziale europea, i cui numeri erano attesi proprio nella giornata di lunedì. Prime valutazioni tutte ancora da approfondire e da analizzare a fondo ma che intanto danno una prima idea di quanto successo domenica: una deformazione del terreno importante così come l’intensità del terremoto. In particolare il picco di 70 centimetri è stato raggiunto nell’area di Castelluccio, sorvolando la quale i vigili si può vedere l’impressionante frattura, lunga centinaia di metri, che corre lungo il monte Redentore.

MAPPA INTERATTIVA: LE QUASI 800 REPLICHE

TERREMOTO FIGLIO DI AMATRICE E DELL’AQUILA

L’analisi Altri importanti dati a proposito della faglia che si è rotta domenica sono attesi nelle prossime ore grazie al lavoro di altri satelliti in orbita. Domenica i sismologi dell’Ingv dalle prime analisi hanno dedotto che ad attivarsi è stato lo stesso sistema di faglie che ha generato il sisma dei mesi scorsi ma, come detto, dati più precisi saranno disponibili non prima di qualche ora. Intanto grazie ai danni i sismologi stimano che quello di Norcia abbia avuto un grado tra 8 e 9 della scala Mercalli (quella che prende in considerazione gli effetti sull’ambiente, sulle cose e sull’uomo), mentre quello di fine agosto è stimabile tra i 9 e gli 11; altra cosa la magnitudo Richter, che misura l’energia sprigionata dal sisma. Dal 24 agosto, data di quella che potrebbe essere un’unica sequenza, gli esperti hanno calcolato circa 20 mila scosse, 720 delle quali dalle 7.40 di domenica alle 18 di lunedì: oltre 200 quelle oltre magnitudo 3 e 18 le forti repliche tra magnitudo 4 e 5, mentre dopo le 11 di lunedì non ci sono state repliche pari o superiori a 4.

VIDEO: CASTELLUCCIO DALL’ALTO E LA FRATTURA SUL REDENTORE

La mappa Secondo i numeri analizzati che si possono ricavare attraverso l’Ingv, dal violento terremoto di domenica mattina fino alla mezzanotte di lunedì l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato, nell’area interessata dal sisma tra Umbria e Marche, circa 800 scosse pari o superiori a magnitudo 2. Eventi che è possibile visualizzare attraverso la mappa interattiva realizzata da Umbria24 che dà l’idea di quello che è successo nelle aree colpite a partire dalle 7.40 di domenica.

Twitter @DanieleBovi

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