San Pellegrino dopo il 30 ottobre (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Circa 23,5 miliardi. Questa la stima dei danni e dei costi sostenuti per far fronte all’emergenza del terremoto del Centro Italia che il Dipartimento della Protezione civile ha trasmesso mercoledì mattina a Bruxelles.

Terremoto: circa quattro miliardi di danni in Umbria Il capo della protezione civile regionale, Alfiero Moretti, contattato da Umbria24 ha spiegato che la quota parte dei danni e dei costi in Umbria si aggira tra il 15-20 per cento, ossia intorno ai 4 miliardi di euro, pari a un quarto del Pil dell’Umbria. La cifra, va precisato, è calcolata in base a previsioni provvisorie ed è soggetta a variazioni anche in attesa della conclusione delle circa 30 mila verifiche di agibilità richieste in tutta l’Umbria, di cui 22 mila sono state eseguite e le restanti si conta di completarle entro la fine di febbraio, così come riferito dallo stesso Moretti anche in audizione alla commissione Industria del Senato di martedì a cui hanno partecipato anche il dirigente regionale allo Sviluppo economico, Luigi Rossetti, e la presidente Catiuscia Marini. Qui è anche emerso che al termine della ricognizione sul patrimonio edilizio saranno circa 10 mila gli edifici inagibili, con livelli di danneggiamento che variano dal 70 per cento di Norcia fino al 10-12 per cento di Spoleto.

Fascicolo Protezione civile a Bruxelles In particolare il Dipartimento di protezione civile ha trasmesso a Bruxelles, tramite la Rappresentanza permanente d’Italia, il fascicolo completo relativo alla stima dei danni e dei costi causati dagli eventi sismici che dal 24 agosto 2016 hanno interessato Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria al fine di attivare il Fondo di solidarietà dell’Ue, che sostiene gli Stati membri colpiti da catastrofi naturali. Nel report si spiega che ad oggi i danni ammontano a 23, 5 miliardi, di cui 12,9 miliardi si riferiscono ai danni relativi agli edifici privati e 1,1 miliardi di euro agli edifici pubblici. La stima comprende danni diretti, sia pubblici sia privati  (edifici, infrastrutture, industrie, patrimonio culturale, reti di distribuzione energia, gas e acqua) più i costi sostenuti dallo Stato per far fronte all’emergenza.

Da terremoti ottobre quintuplicati danni a patrimonio culturale Questi ultimi, in particolare, comprendono i costi per il ripristino delle funzionalità delle infrastrutture e degli impianti (energia, acqua, acque reflue, telecomunicazioni, trasporti, sanità, istruzione, alloggi provvisori e servizi di soccorso, messa in sicurezza delle infrastrutture di prevenzione e per la protezione del patrimonio culturale, nonché per il ripristino delle zone danneggiate. L’Italia aveva presentato la richiesta di attivazione del Fondo di solidarietà il 16 novembre fornendo una prima stima dei danni e dei costi calcolati fino al 25 ottobre 2016 pari a 7, 5 miliardi, di cui 4,9 miliardi riferiti ai danni agli edifici privati e 350 milioni agli edifici pubblici. Ora con l’integrazione resa necessaria dai terremoti del 26 e  30 ottobre, dalle nuove forti scosse del 18 gennaio e dalle nevicate straordinarie danni e costi sono lievitati fino a 23,5 miliardi. A quintuplicare dopo il 26 ottobre sono stati anche i danni al patrimonio culturale passati da 540 milioni a 2,5 miliardi.

@chilodice

 

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