di Chiara Fabrizi
Poche ditte edili e pure alle prese con la carenza di personale, ma soprattutto con l’impennata dei prezzi per materie prime e di costruzione. Così sta perdendo slancio la ricostruzione privata che dall’estate 2020 ha vissuto un’incoraggiante accelerazione su cui, però, negli ultimi tre mesi i giri sono iniziati a scendere, come emerge dal report aggiornato al 30 settembre.
Perde slancio la ricostruzione privata Non una brusca frenata, ma un rallentamento sì, come emerge spulciando le richieste di contributo. Dal 30 giugno al 30 settembre in Umbria sono state appena 62 le domande presentate dai privati, in media 20,6 al mese, mentre nel semestre precedente, quello che va dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno scorso erano state 142, in media 23,6 al mese. Complessivamente, comunque, la fotografia della ricostruzione segnala in Umbria 3.525 domande presentate di cui 1.825 accolte, mentre 1.397 sono quelle in istruttoria, a cui se ne sommano 303 respinte. Sul fronte dei cantieri, poi, se ne contano 1.781 aperti e 707 chiusi. Il documento elaborato dalla struttura commissariale guidata da Giovanni Legnini alla vigilia del quinto anniversario del terremoto di Norcia, il più forte di quelli che hanno piegato il Centro Italia, fornisce anche la prima stima attendibile della spesa che lo Stato dovrà sostenere per riparare case, aziende e opere pubbliche danneggiate dal sisma in Umbria.
GOVERNO STANZIA ALTRI 6 MILIARDI
All’Umbria mancano 2,4 miliardi Il fabbisogno finanziario complessivo sfiora 3,1 miliardi, ma di questi una quota è già stata concessa ai privati o stanziata per scuole, ospedali e chiese. In particolare sul fronte della ricostruzione privata sono stati richiesti finora 815 milioni di cui 368 concessi, mentre dalle manifestazioni di volontà a ricostruire, al 30 settembre scorso, ma c’è tempo fino al 15 dicembre prossimo, è emerso un fabbisogno di 1,4 miliardi per quasi 4 mila edifici. Sul fronte pubblico, poi, le opere finanziate sono 223 per 265 milioni, ma per il patrimonio storico artistico mancano ancora 480 milioni per 680 opere. Chiudono il cerchio le chiese: 144 hanno ottenuto fondi per quasi 80 milioni, mentre altre 86 attendono di ricevere complessivamente 24,5 milioni. Alla fine all’Umbria mancano quasi 2,4 miliardi, secondo le stime arrivate a cinque anni dal sisma.
