Il sindaco Todini

«Gli ultimi terremoti che hanno colpito le popolazioni del Centro Italia, alle quali esprimiamo vicinanza e piena solidarietà, stanno aggravando i danni già causati dal sisma di Marsciano del dicembre 2009. Come è noto la nostra ricostruzione non può riguardare, al momento, né i danni parziali né le seconde case, contrariamente a quello che viene previsto, molto giustamente ed opportunamente, per le aree colpite dal sisma del 24 agosto e da quello dei giorni scorsi». E’ la previsione preoccupata del sindaco di Marsciano Alfio Todini.

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«Questa situazione – continua il sindaco – rischia di generare, se non si interverrà con apposite norme e adeguati finanziamenti, una inaccettabile discriminazione nei confronti di chi ancora deve ricostruire dal 2009. Insomma, si prefigurano trattamenti diversi per situazioni uguali. È quindi urgente che la politica e tutte le istituzioni si mobilitino e si impegnino affinché questa ingiustizia non si concretizzi. Chiediamo quindi che agli sforzi che la Regione sta facendo, e che vanno proseguiti, si aggiunga la voce e il lavoro concreto dei parlamentari umbri anch’essi a conoscenza della questione e che devono sentirsi investiti della responsabilità di individuare insieme al Governo e alla Regione una soluzione. A tal fine auspichiamo da parte della Regione una rapida convocazione proprio dei nostri parlamentari».

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Todini non ci sta all’ipotesi di terremotati di serie A e terremotati di serie B: «Anche per il nostro terremoto, quindi, occorre prevedere stanziamenti per ricostruire ciò che va ricostruito al pari degli altri. Si comprende, senza molte spiegazioni, quanto sia impensabile concepire una situazione nella quale, per esempio, chi ha avuto certi danni nel 2009 (seconde case e danni parziali) non ha al momento alcun contributo a differenza di chi, magari a pochi metri di distanza, avendo subito gli stessi danni nel 2016, potrà invece beneficiarne e ricostruire. Chiediamo quindi che attraverso le opportune iniziative legislative si apra un confronto con lo Stato, o sui decreti legati agli ultimi eventi sismici o sulla legge di stabilità, affinché vengano riconosciuti i diritti di tutti, sapendo che anche nel nostro caso parliamo di aree interne, rurali e borghi che anche da noi costituiscono una trama storica, paesaggistica ed economica decisiva per tutto il territorio».

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