di Chiara Fabrizi

«Entro cinque anni completiamo il recupero del centro storico di Norcia». Lo ha detto il sindaco Giuliano Boccanera durante il momento di raccoglimento e preghiera che, mercoledì mattina alle 7.40, orario in cui otto anni fa Norcia è stato epicentro del terremoto più forte della sequenza sismica iniziata nell’estate del 2016 e protrattasi fino all’inverno seguente. Alla commemorazione hanno partecipato, tra gli altri, anche la presidente della Provincia di Perugia e sindaca di Assisi Stefania Proietti, il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli e la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, che ha detto: «Questo è un momento sempre particolare perché ricordiamo un evento che ha ferito questi luoghi e queste comunità. I risultati della ricostruzione sono positivi ed è indispensabile andare avanti spediti, continuando a utilizzare bene tutte le risorse disponibili, anche per la ricostruzione delle comunità. Venire a Norcia oggi e vedere il corso libero da ponteggi è motivo di speranza per il futuro».

SISMA, 4.200 UMBRI TORNATI A CASA. RICOSTRUZIONE PUBBLICA SULLA CARTA

Consegnato stamattina anche il maxi cantiere per la realizzazione del polo scolastico di Norcia da 22,8 milioni di euro in due stralci, il primo riguarda le strutture scolastiche: in particolare la superficie netta destinata alla scuola primaria sarà oltre 1.700 metri quadrati e sarà in grado di accogliere 200 bambini che avranno a disposizione più di venti aule, tra cui dieci didattiche, più una mensa, una biblioteca, uno spazio polifunzionale e un teatro-atrio/agorà; la scuola secondaria di primo grado (scuola media), invece, potrà contare su 1.800 metri quadrati per 180 studenti con 18 aule di varia tipologia, più altri spazi comuni; infine sono più di 2.600 i metri quadrati disponibili per la scuola superiore, che potrà ospitare circa 300 studenti con 25 aule didattiche, sette laboratori, biblioteca, caffetteria e auditorium. C’è poi un secondo stralcio, per il quale mancano 2 milioni di euro, con cui sarà realizzata una struttura da utilizzare come palestra scolastica e spazio per eventi sportivi. L’avvio dei lavori avvenuto formalmente oggi riguarda il primo stralcio per l’ultimazione del quale «l’impresa ha fissato l’orizzonte al settembre del 2026, che è – ha detto il sindaco di Norcia – un obiettivo molto ambizioso, anche se è vero che durante la costruzione di nuovi edifici è inferiore il rischio di imbattersi in imprevisti». La previsione più cauta dell’amministrazione locale di Norcia è di arrivare alla consegna entro gennaio o febbraio 2027.

A otto anni dal sisma quasi venti associazioni della società civile, si va da Libera e Legambiente fino alla Società italiana di geologia ambientale e a Openpolis, hanno rivolto un appello a Castelli «per chiedere maggiore trasparenza e accessibilità sui dati relativi alla ricostruzione». In particolare, la cordata di onlus considera i dati messi a disposizione coi report periodici «incompleti, di difficile consultazione e con aggregazioni di numeri che non consento un’analisi dettagliata né un uso pratico da parte dei cittadini»: a titolo di esempio viene spiegato ceh «a oggi è stato possibile estrarre i dati per 500 progetti di ricostruzione privata a fronte degli oltre 19 mila approvati». In questo senso, la ventina di associazioni parla di «grave carenza, soprattutto per le comunità colpite dal sisma, che hanno il diritto di conoscere in modo preciso e accessibile lo stato della ricostruzione dei propri territori». Ergo: il gruppo di realtà chiede «al commissario straordinario di restituire ai cittadini italiani, che finanziano gli interventi attraverso la contribuzione fiscale, un livello di informazione più completo e accessibile, perché solo così si potrà garantire alle popolazioni colpite una visione chiara del presente e del futuro dei propri territori».

E in occasione dell’ottavo anniversario del sisma a Norcia sbarca anche la Fondazione Umbria per la prevenzione dell’usura. Sì, perché un accordo tra Confcommercio e Osservatorio permetterà all’ente del terzo settore guidato dal presidente Fausto Cardella di insediarsi anche nella Valnerina terremotata, territorio in cui finora non era presente. A mettere a disposizione la propria sede di via Meggiana (struttura di delocalizzazione dei professionisti) è stata la stessa Confcommercio: «Lo sportello – spiega una nota dell’associazione di categoria – raccoglierà le richieste di chiunque ne abbia bisogno e le trasmetterà alla Fondazione». L’operatività del sistema arriverà nell’arco di poche settimane, con le persone che vorranno chiedere aiuto alla Fondazione che potranno anche prendere contatti direttamente, per poi incontrare in via Meggiana i consulenti dell’ente del terzo settore per valutare la fattibilità degli interventi di sostegno a disposizione. I dettagli dell’operazione di insediamento a Norcia della Fondazione per la prevenzione dell’usura sono stati illustrati lunedì al Digipass di Norcia dove, oltre Cardella, Walter Cardinali, che presiede l’Osservatorio antimafia, e Federico Fiorucci, vicedirettore di Confcommercio Umbria. Come spiegato ieri da fonti dell’Osservatorio regionale antimafia, infatti, c’è anche la possibilità che la sede di Norcia della Confcommercio possa rappresentare uno spazio per la stessa Regione Umbria che, con modalità che andranno identificate e definite, potrà fornire informazioni su bandi e altre opportunità in materia di sviluppo economico agli operatori della zona. 

Commentando l’anniversario Stefania Proietti, candidata presidente per il centrosinistra, oltre a esprimere vicinanza alle comunità sottolinea che «nonostante gli sforzi della ricostruzione, la situazione di criticità è acuita dalla drammatica situazione in cui versa la sanità pubblica». «Noi – aggiunge – vogliamo dare fiducia, speranza, concretezza, vogliamo più cantieri aperti e più fatti. Nonostante i numerosi interventi iniziati, come quelli sulla Basilica di San Benedetto (per il quale encomiabile è anche l’impegno dei benefattori privati) o dell’abbazia di Sant’Eutizio a Preci, sono troppi i servizi che mancano in questo territorio martoriato, primo tra tutti la sanità pubblica territoriale che è stata anche qui devastata». 

«L’impegno fermo e concreto» che prende Proietti è quello di «dare priorità assoluta alla ricostruzione delle aree colpite, velocizzando tutto ciò che sarà possibile accelerare in modo da annullare i ritardi che tanto hanno penalizzato la rinascita di questi territori». Questo sarebbe possibile «con un piano straordinario di rigenerazione urbana dei servizi sanitari e di welfare, con asili nido gratuiti – conclude la candidata – e migliori infrastrutture vogliamo garantire sicurezza e futuro a questi territori identitari dell’Umbria e terra del patrono d’Europa per restituire prospettive ai residenti  e speranze certe a chi ha continuato ad abitare e vuole tornare a vivere questo meraviglioso territorio umbro».

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