Zona30, sogno di fine estate?

di F.T.

Nonostante il consenso di molti residenti, la prima sperimentazione di zona-30 ‘dal basso’ che sia mai stata fatta in Italia rischia di naufragare fra maleducazione e mancanza di controlli. L’allarme riguarda via Montegrappa ma a preoccupare è la viabilità di tutto il quartiere di Città Giardino.

Novità apprezzata Lo scorso settembre il gruppo dei Giovani architetti di Terni ha dato vita a una sperimentazione fra via Premuda e via Montegrappa: parcheggi a spina di pesce alternati, segnaletica, zone di protezione per i bambini, velocità massima di transito ridotta a 30 chilometri orari in via Montegrappa e 10 in via Premuda. Il tutto per rendere questa zona di città più vivibile e sicura, per i pedoni, i ciclisti ma anche per gli stessi automobilisti. E dopo l’iniziale curiosità, i residenti hanno capito e apprezzato i cambiamenti.

Vecchie abitudini Il problema è che nel giro di poche settimane, diversi automobilisti hanno ripreso a parcheggiare come prima: non sugli spazi a spina di pesce, ma lungo la strada. Risultato: via Montegrappa è tornata ad essere un lungo rettilineo in cui è lecito spingere sull’acceleratore, nonostante i tanti incroci pericolosi. «Purtroppo – spiega Franco Casadidio, residente della zona – invece di estendere il progetto ad altre vie del quartiere, siamo tornati indietro. E anche dal comune, in questo senso, non sono arrivati segnali incoraggianti».

Situazione esplosiva Il problema, sperimentazione a parte, riguarda un po’ tutta la zona: «Anche in via Piave – attacca il cittadino – gli incidenti sono all’ordine del giorno. Colpa dell’alta velocità e degli incroci. Non parliamo poi dei marciapiedi, diventati dei parcheggi a tutti gli effetti con il tacito consenso di chi dovrebbe controllare e sanzionare». Un esempio su tutti: quello degli spazi antistanti la chiesa del Sacro Cuore, dove mamme con i passeggini, anziani e invalidi sono costretti a fare lo slalom fra auto e moto in sosta sui marciapiedi.

Risposte «In questa situazione di caos e pericolo – spiega Franco Casadidio – spicca la mancata pressa di posizione da parte dei politici. Quanti di loro si sono accorti del valido esperimento di via Montegrappa? Perché nessuno ha proposto di prolungarlo e renderlo permanente, estendendolo magari ad altre zone della città?». Domande che attendono una risposta.

I Democratici Sull’istituzione delle ‘zone 30’ in città, interviene anche Daniele Lombardini, segretario del circolo Pd di Borgo Rivo e Campitello: «Le zone 30 – afferma – rilanciano la cultura civica urbana e non sono una sperimentazione, ma realtà già attuate con successo, tra l’altro a costo quasi zero in diverse città italiane ed europee». Poi, nel merito: «L’iniziativa di via Premuda e via Montegrappa deve essere il primo tassello di una serie di azioni volte a migliorare la viabilità urbana e più in generale la vivibilità della nostra città». Infine ‘l’invito’ politico: «Scelte coraggiose, come quelle legate alle zone 30, devono caratterizzare il programma del Pd alle prossime elezioni amministrative».

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