di M.T.
Tariffe, appalti, rispetto del contratto collettivo nazionale e di quello integrativo provinciale in un settore particolarmente delicato come quello della vigilanza privata. Se ne è parlato, nella mattinata di martedì, in un vertice che si è svolto in Prefettura.
La riunione Ad incontrare il prefetto, Gianfelice Bellesini, sono stati i segretari provinciali di Filcams Cgil, Matteo Lattanzi; di Fisascat Cisl, Francesco Di Antonio e di Uiltucs Uil, Massimiliano Ferranti; oltre al questore, Carmine Belfiore; il dirigente dell’ufficio territoriale del lavoro, Dina Musio ed i titolari di alcuni dei nove istituti di vigilanza che operano sul territorio «e per i quali lavorano circa 200 addetti spiegano i sindacati – che si occupano di attività legate alla sicurezza, pubblica e privata: dalla vigilanza negli istituti di credito e negli esercizi commerciali, ai servizi di portavalori, ai piantonamenti».
I sindacati «Le condizioni di lavoro e il problema rappresentato dalle irregolarità alterano il meccanismo di concorrenza tra le aziende del settore a discapito di quelle virtuose, che riconoscono i giusti diritti dei lavoratori – hanno spiegato i rappresentanti sindacali – e sono fondamentali regole certe e controlli stringenti sul loro rispetto, che diano garanzie ai lavoratori impiegati nel territorio, alle loro famiglie, ed agli stessi cittadini». Perché non sempre, a giudizio dei sindacati, «queste regole vengono rispettate e si registrano, anzi, gestioni spesso discutibili, in un settore nel quale, invece, vista la delicatezza delle attività svolte, ci sarebbe bisogno di chiarezza assoluta».
La sinergia Decisiva, secondo il prefetto, «è una forte sinergia tra le attività di controllo della questura, i compiti ispettivi e di mediazione degli uffici del lavoro e le verifiche sulle licenze rilasciate da parte della prefettura». Partendo da questa considerazione il prefetto ha deciso l’apertura di «un tavolo di lavoro al quale saranno chiamati a partecipare, fin dalla prossima riunione, tutti gli istituti, anche quelli provenienti da fuori provincia, che operano nel ternano, così da individuare soluzioni condivise alle problematiche denunciate in nome dell’esigenza prioritaria della sicurezza».
