di Marta Rosati
Sulle vie e piazze è vietato giocare alla palla, alla fionda, alle bocce, alla trottola ed eseguire giochi simili che possano arrecare disturbi e pericoli ai passanti; proibito lanciare sassi, palle di neve e di fare sdruccioli sul ghiaccio. Queste solamente alcune delle disposizioni contenute nel regolamento della polizia municipale di Terni. Spulciando qua e là tra ordinanze sindacali e altre norme in vigore, si scopre come ci siano delle regole davvero curiose, anche solo per la forma in cui sono scritte. Molte appaiono assolutamente scontate ma se sono state messe nero su bianco, è perché evidentemente a qualcuno poteva sfuggirne l’ovvietà. Tanto per fare un esempio, nei documenti ufficiali si legge: «È vietato soddisfare alle occorrenze corporali fuori dei luoghi a ciò destinati». Dovesse qualcuno espellere i propri bisogni in pubblica piazza insomma, sarebbe punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 30 a 180 euro.
Il bestiame Tra le norme più ‘divertenti’, sono senza dubbio da annoverare quelle che riguardano gli animali: nei centri urbani non è permesso tenere porcili, conigliere e pollai e la sanzione per chi non si attiene a questo divieto va dai 25 ai 300 euro a seconda della dimensione dell’allevamento (numero di bestie). A tal proposito, Francesca Malafoglia ironicamente rivela: «Il primo atto che ho firmato da vicesindaco è stato per il sequestro di tre pecore a seguito dell’ispezione Usl, non erano tenute secondo le norme igienico-sanitarie vigenti». Il riferimento al bestiame, nei regolamenti, è posto anche sotto un altro punto di vista: «I macellai, i salumieri ed i beccai – si legge nel regolamento di polizia urbana – non possono circolare in pubblico con vestiti intrisi di sangue e, dovendo portare in giro ferri del loro mestiere, devono tenerli avvolti in tela. È vietato esporre fuori delle botteghe bestie macellate, interiori ed altre parti di animali e, in genere oggetti atti ad offendere il pubblico decoro o ad insudiciare i passanti od il suolo pubblico. Il bestiame esposto in vendita, come quello che transita per il suolo pubblico, deve essere tenuto ben pulito e non inzaccherato di fango e di sterco. Nei luoghi pubblici è proibito uccidere i conigli, il pollame e spennare selvaggina e polli, o comunque di compiere atti spiacevoli ai passanti. Il bestiame da macello deve essere preferibilmente condotto attraverso le vie meno frequentate, evitando di passare, se è possibile, davanti alle chiese ed alle scuole».
No animali per accattonaggio Sempre per quanto riguarda gli animali, come prescritto da ordinanza emanata dall’ex sindaco di Terni Paolo Raffaelli, è fatto divieto assoluto esibirli per la pratica dell’accattonaggio, siano essi domestici o selvatici, compresi quelli esotici, detenuti in evidenti condizioni di incuria e denutrizione o in precarie condizioni di salute o sofferenti per le condizioni ambientali in cui vengono esposti. La condizione lesiva e di oggettivo maltrattamento è accertata dagli agenti della polizia municipale che, all’occorrenza, potranno farsi assistere da un medico veterinario dell’Usl. In casi particolari, i vigili urbani possono anche disporre il sequestro dei cuccioli. Sul suolo pubblico è inoltre vietato esercitare mestieri o eseguire lavori; in particolare è vietato tosare, ferrare, strigliare animali, spaccare legna,lavorare cereali, e svolgere qualsiasi altra attività atta a turbare comunque il normale traffico cittadino.
Decoro urbano L’acqua da innaffiamento dei fiori non deve ricadere sul suolo pubblico; è vietato esporre o stendere all’aperto, entro l’abitato, biancheria, tappeti, tessuti e qualunque altro oggetto come è proibito sciorinare biancheria o altri oggetti simili anche in aree, recinti o spazi privati che siano visibili dalle vie e piazze pubbliche. È fatto divieto di accendere fuochi anche momentaneamente sul suolo pubblico; arrampicarsi su pali della luce o altri manufatti può costare anche 300 euro di multa. Non è permesso lavare il bucato lungo i canali che attraversano le vie pubbliche, né alle pubbliche fontanelle, il cui utilizzo è riservato per bere. Sono molte, curiose, e non sono tutte. Un’altra vasta selezione di regole riguarda la quiete pubblica, il commercio e l’esposizione e l’affissione di manifesti e materiale pubblicitario; in linea di massima, tutte sono semplicemente disposizioni che fanno appello al buonsenso.
@martarosati28
