di F.T.
«L’altro giorno stavo attraversando la strada e per poco non vengo investito da un’auto. D’istinto me la sono presa con l’automobilista disattento ma poi, a guardare bene, mi sono reso conto che lì le strisce pedonali non si vedono proprio, sono praticamente cancellate e nessuno ci fa più caso». La protesta è di un residente della zona: in viale VIII Marzo passano ogni giorno centinaia di persone, in auto e a piedi. Fra loro anche molti anziani che raggiungono l’ospedale Santa Maria. Per tutti, attraversare la carreggiata è diventato sempre più rischioso.
VIALE VIII MARZO NEL DEGRADO: LE FOTO
Strisce sparite A mancare non sono più solo le ‘zebre’, cancellate e mai più rifatte. Il problema riguarda anche la segnaletica verticale in tutti e due gli attraversamenti pedonali che conducono all’area dell’ospedale. Così, per evitare brutte sorprese, i pedoni sono costretti a fare ancora più attenzione. «Gli attraversamenti non sono più visibili e pochi automobilisti si ricordano che lì un tempo c’erano le strisce. Quelli che corrono troppo, poi, neanche ci fanno più caso».
Crateri Il biglietto da visita di quella che è la principale arteria di collegamento con il Santa Maria – frequentata ogni giorni da tanti pazienti provenienti anche altre città – è avvilente. Buche, tratti in cui l’asfalto manca ormai da tempo e una segnaletica che ormai si può solo immaginare. «La situazione è questa e nessuno finora ha mosso un dito – attacca un passante -. Qui ci vengo in pratica ogni giorno e neanche i marciapiedi sono più sicuri».
Marciapiedi In più di un tratto i cordoli e i sampietrini sono stati divelti dalle radici degli alberi e dall’incuria di chi parcheggia sopra i marciapiedi. Così, per evitare cadute, bisogna stare ancora più attenti a dove si mettono in piedi. Uno slalom che diventa impresa quotidiana per molti anziani. «Per intervenire non si può sempre aspettare che qualcuno si faccia male. Dicono che le risorse non ci sono? Beh, esisterà anche una priorità degli interventi e poi che vuol dire? Mica ci dovremo rassegnare a vedere le strade ridotte a un colabrodo?».
