Il comandante Gallo con la delegazione Pd

di Corrado Tobaldi

Una visita per toccare con mano la realtà del carcere di Terni, da tempo alle prese con croniche carenze di fondi e personale. Un contatto diretto con gli operatori, la dirigenza e i detenuti di un istituto che attualmente ospita 390 persone e che nel prossimo futuro è destinato ad ampliarsi ulteriormente. Da parte dei parlamentari Democratici «nessuna promessa illusoria, ma l’impegno a portare all’attenzione delle istituzioni nazionali le problematiche segnalate».

La delegazione La vicepresidente della camera, Marina Sereni, il capogruppo Pd in commissione giustizia Walter Verini e il capogruppo democratico in commissione finanze Gianluca Rossi sono stati accolti e guidati dal direttore del carcere, Chiara Pellegrini; dal comandante della polizia penitenziaria, Fabio Gallo; dal suo vice Claine Montecchiani; dal responsabile sanitario, Antonio Marozzo e dall’ispettore superiore, Giancarlo Valenti.

I padiglioni La visita è iniziata nel padiglione ‘storico’ che ospita attualmente oltre 300 persone. Qui i parlamentari hanno incontrato, fra gli altri, un 75enne, detenuto per bancarotta e gravemente malato, il cui caso è stato sollevato dalla trasmissione ‘Radiocarcere’ di Radio Radicale. La delegazione si è poi spostata nell’unico piano finora aperto del nuovo padiglione, in cui sono si trovano 50 persone con condanne definitive. La struttura, moderna e funzionale, potrà entrare pienamente in funzione soltanto se arriverà nuovo personale. Il viaggio è poi proseguito nell’area ‘as2’ dove a breve verranno trasferiti nove ex brigatisti, otto dei quali condannati all’ergastolo.

Le voci dal carcere Durante la visita i parlamentari hanno ascoltato anche il punto di vista dei detenuti, lucidi e ben informati. Fra i tanti problemi sollevati, quello del lavoro («anche noi siamo schiacciati dalla crisi, dalla mancanza di lavoro dentro e fuori dal carcere, visto che la vita ha un costo anche qui dentro»), della riabilitazione («chiediamo che ci vengano date responsabilità e occasioni di formazione. Se usciamo soltanto a fine pena, il fallimento è nostro e delle istituzioni») e della vita carceraria («si sta male, le giornate sembrano fotocopie, quando mia moglie viene a trovarmi parlo sempre delle stesse cose. Io non ho argomenti e parla solo lei»). E c’è anche chi lancia un appello ‘politico’ ai parlamentari: «Affrancatevi dalle questioni di Berlusconi, i problemi della giustizia italiana sono altri e riguardano centinaia di migliaia di persone».

La dirigenza A fare il punto sulla situazione del personale di polizia, ci ha pensato il comandante Fabio Gallo: «Lo scorso settembre sono arrivate 25 nuove unità con cui siamo riusciti a far funzionare un piano del nuovo padiglione. Al momento servono almeno altre 42 unità, di cui 35 per completare l’apertura del padiglione e altre 7 per compensare gli agenti impiegati nell’area destinata agli ex brigatisti. Le carenze riguardano anche gli ispettori, coloro che danno impulso all’azione quotidiana». Il direttore Chiara Pellegrini individua tre aree – lavoro, rapporti con la famiglia e sport – che rappresentano «i pilastri del trattamento». La realtà deve però fare i conti con la carena di risorse: «Basti pensare – ha spiegato alla delegazione parlamentare – che al carcere di Terni, per il 2013, sono stati assegnati appena 2.500 euro per il trattamento dei quasi 400 detenuti presenti. Mille li abbiamo già spesi ed è difficile andare avanti così».

Gli impegni Dal canto loro gli esponenti del Pd hanno sottolineato «la scarsa sensibilità della politica rispetto ai problemi del mondo carcerario. Cercheremo – hanno detto – di portare all’attenzione delle istituzioni tutti i temi che ci avete segnalato. Non vogliamo fare promesse, ma semplicemente dare voce alle persone, portando avanti alcune questioni concrete che riguardano questa struttura e, più in generale, il contesto carcerario umbro».