L'area interessata

di F.T.

Per il Comune i lavori previsti dal primo stralcio non stati ultimati, così la direzione urbanistica ha dato mandato all’ufficio attività finanziarie di incassare la fidejussione assicurativa di 625 mila euro sottoscritta dall’impresa costruttrice. L’area in questione è quella compresa fra via della Pernice e via dell’Aquila, dove la ditta Tombesi ha realizzato un intervento edilizio residenziale e direzionale. Probabile, a questo punto, l’avvio di un contenzioso legale.

Via della Pernice La vicenda si protrae da diverso tempo, fra solleciti, controdeduzioni e scambi di missive fra gli uffici comunali e il legale dell’impresa. La parte principale dell’intervento – ovvero gli edifici residenziali, incluse le opere funzionali – è stata realizzata da tempo. Ciò che manca, secondo il Comune, è la parte ‘di interesse pubblico’, prevista dalla convenzione scaduta nell’agosto del 2012: uno spazio polifunzionale adiacente alla scuola Giovanni XXIII e un locale per la stessa scuola, il parcheggio atteso dai residenti, il completamento della viabilità di collegamento e alcuni allacci infrastrutturali.

Il motivo «Tali inadempienze – si legge nella determina del dirigente all’urbanistica – hanno comportato una situazione di precarietà e pericolosità della viabilità intorno a via dell’Aquila, oltre a notevoli disagi per tutti i cittadini residenti nella zona e per gli utenti dei plessi scolastici limitrofi».

L’assessore Da qui, la decisione del Comune di usare le ‘maniere forti’, non prima di aver incontrato la circoscrizione e i residenti, da tempo sul piede di guerra. «Dopo la scadenza della convenzione – afferma l’assessore all’urbanistica Marco Malatesta – abbiamo incontrato i cittadini. A quel punto ci siamo attivati con ulteriori solleciti, a cui però non hanno fatto seguito riscontri concreti dal punto di vista dei lavori».

E i lavori? Così il Comune ha chiesto di incassare dell’intera fideiussione: «L’intenzione del comune – spiega Malatesta – è di subentrare alla ditta privata nella realizzazione delle opere. Si tratta di una procedura dai tempi non brevi. Comunque vogliamo proseguire su questa linea che è quella di passare al setaccio tutte le convenzioni scadute, incassando le fideiussioni previste. È un lavoro consistente dal punto di vista amministrativo ma crediamo sia nel pieno interesse della collettività».

La replica Per l’avvocato, Emiliano Strinati, legale della Costruzioni Tombesi, «la richiesta avanzata dal Comune è destituita di fondamento. Anzitutto – spiega – gli uffici comunali fanno riferimento all’intera fidejussione, quando in realtà le opere di urbanizzazione sono state eseguite per circa il 75% del totale previsto. Oltre a ciò, ed è questo l’aspetto più importante, la ditta non ha potuto ultimare i lavori in seguito a una sentenza del Tar dello scorso aprile che ha comportato l’annullamento delle convenzioni in essere». Il tribunale amministrativo regionale ha prima sospeso e poi annullato alcuni espropri attuati dal Comune in relazione al secondo stralcio dell’opera: «La sentenza fa riferimento anche alle convenzioni che prevedevano le opere di urbanizzazione. Di conseguenza l’impresa costruttrice non è stata messa nelle condizioni di completare l’intervento».

Contenzioso Sul passo compiuto dal Comune per incamerare la fidejussione: «Chiederemo formalmente all’assicurazione di non dare seguito alla richiesta e contestualmente, se la vicenda non dovesse concludersi bonariamente, ci vedremo costretti ad avviare un’azione legale. È ovvio che l’interesse della Costruzioni Tombesi è che le opere vengano ultimate, come chiesto dai residenti. Ma l’attuale stallo non può essere addebitato all’impresa».