Il flash mob per il teatro Verdi (foto Rosati)

di Marta Rosati

La gara di progettazione vera e propria, per il recupero del teatro Verdi di Terni, entrerà nel vivo non prima di inizio 2018, ma l’assessore ai Lavori pubblici Sandro Corradi dovrebbe procedere a una prima stesura del bando entro il mese di novembre quando la invierà, come già anticipato, agli ordini professionali per accogliere eventuali modifiche che verranno suggerite.

I cardini del progetto Intanto terminate le interlocuzioni promesse, Corradi ha le idee ancora più chiare e in prima commissione consiliare (presieduta da Faliero Chiappini di Città aperta) ha portato i famosi ‘paletti’: «Il Verdi sarà un teatro di opera lirica, perché ritenuto il più versatile; ci sarà una torre scenica e vi sarà ricavata una buca per orchestra da 60 elementi (150 mq circa), con possibilità di essere chiusa. L’istituto Briccialdi ha richiesto anche una sala di prova e registrazione di 200 mq, con accesso indipendente e dotata di isolamento acustico, elemento che mi sembra molto funzionale». Poi conferma quanto già anticipato da Umbria 24: «Il teatro Verdi avrà un massimo di 800 posti come il Morlacchi di Perugia e il progetto dovrà necessariamente prevedere la conservazione del pronao e di parte del foyer, essenzialmente tutte le parti Ottocentesche rimaste in piedi».

Opera lirica Tra le altre cose elencate dall’assessore Corradi: camerini cameroni per opera lirica, due uffici, pesi a sostegno delle americane sulla torre scenica mentre alle apparecchiature acustiche penseranno di volta in volta le compagnie teatrali». Sull’importo, Corradi ‘si allarga’, rispetto ad alcune settimane fa,  complici le interlocuzioni (a detta sua molto positive) avute con Fondazione Carit e Regione Umbria; entrambi i soggetti sarebbero pronti a elargire ulteriori risorse per il recupero di quel gioiello al centro città: «La spesa massima, compresi i costi di demolizione (delle parti non necessarie), non potrà superare i 9 milioni di euro – ha detto Corradi -. Per ora, lo sapete, abbiamo circa 3 milioni ma Carit e Palazzo Donini (l’assessore ha parlato col suo pari grado in Regione Giuseppe Chianella) hanno interesse a investire su questo intervento, ma non fatemi sbilanciare sulle cifre perché non c’è nulla di scritto. Detto ciò non è escluso un maggiore impegno economico del Comune stesso».  Oltre alla stesura di una prima stesura del bando, novembre servirà alla giunta di Palazzo Spada per predisporre la variante urbanistica atta a definire i volumi massimi entro i quali il progettista si potrà muovere e a obbligare alla conservazione delle parti ottocentesche rimaste in piedi.

Teatro Verdi Il concorso di progettazione sarà avviato a inizio 2018 e come noto sarà suddiviso in due fasi, primo step riservato alle manifestazioni d’interesse che potranno arrivare da tutto il mondo; la gara infatti sarà internazionale. Alla prima call, i player presenteranno un progetto di massima; la commissione competente (nella quale Corradi vuole anche professionisti dello Spettacolo), ne selezionerà cinque ai quali darà l’opportunità di presentare il progetto definitivo e l’offerta economica per la realizzazione dell’intervento di restauro del teatro Verdi (in cambio di un rimborso), sarà tra questi che verrà scelto il ‘responsabile’ del futuro architettonico del teatro cittadino.

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