Alesandro Fabri

di Francesca Mancosu

«Medico, politico, filantropo/ fu per due volte sindaco di Terni/ nella fase di industrializzazione della città/ e durante la prima guerra mondiale/ Di lui si disse/’Passò facendo il Bene’». Così recita la lapide, scoperta venerdì in via Roma, durante le commemorazioni dell’anniversario della morte di Alessandro Fabri, avvenuta nel 1921. Una figura di primo piano nella storia della città, artefice del suo volto moderno e promotore di tanti, importanti interventi che a distanza di 100 anni sono ancora visibili. Fu anche esponente della massoneria, socio fondatore e massimo esponente della loggia ‘Petroni’, di cui fu Maestro venerabile.

L’omaggio di Palazzo Spada «Fabri – eletto primo cittadino nel 1893 – ha saputo interpretare i sogni della città e si speso per sua realizzazione», ha ricordato lo storico (e Maestro venerabile della loggia ‘Petroni’ n. 952 di Terni; ndr) Sergio Bellezza, nel discorso di apertura della giornata commemorativa nella sala consiliare di Palazzo Spada, a cui hanno preso parte anche tre pronipoti dell’ex sindaco. Grazie a lui, quello che fino alla fine dell’Ottocento era ancora un paesone contadino ha avuto «strade lastricate e nuove, fognature, illuminazione pubblica e nuovi edifici». Fabri, secondo Bellezza, ha inoltre dato impulso alla vita culturale cittadina, «creando la scuola di musica nelle pertinenze dell’istituto Goldoni, organizzando la biblioteca comunale e l’inizio della pinacoteca». Senza dimenticare il progetto per la costruzione del nuovo ospedale, l’assegnazione all’architetto Possenti della stesura del nuovo piano regolatore, e la promozione della costruzione della Ferrovia centrale umbra, con collegamenti a Todi e Perugia.

Fabri e la prima guerra mondiale Ma il sindaco ternano, ri-eletto nel 1915, ha avuto un ruolo decisivo anche negli anni del primo conflitto bellico. A lui si devono, fra l’altro, il restauro del convento di san Valentino come rifugio per i profughi, l’installazione di quattro ospedali da campo e di posti di pronto soccorso, la raccolta di coperte e l’istituzione della tessera per l’acquisto di pane, carne e zucchero. Ma non solo. Fra il 1917 e il 1918 si trovò a dover gestire altre due calamità che investirono Terni, la piena del fiume Nera e un violento terremoto, che lungi dal fiaccare la sua forza di volontà furono di stimolo per la promozione di nuove opere. Dal nuovo acquedotto all’apertura di via Curio Dentato, dall’istituzione della scuola popolare femminile alla predisposizione delle pratiche finanziarie per la costruzione della sede dell’istituto tecnico.

‘La Croce e il Compasso’ La commemorazione a Palazzo Spada è stata l’occasione per presentare ‘La croce e il compasso’, scritto dall’ingegnere e ‘narratore di storie’ – così ama definirsi lui stesso – Giovanni Tomassini, noto per la scoperta di manufatto simile ad un Dolmen ai piedi del monte Moro, in Valnerina. In un lungo excursus storico, il libro ripercorre le vicende che portarono alla nascita dello Stato pontificio ed al suo crollo a beneficio del regno d’Italia, svelando i retroscena dei grandi eroi italiani e dei loro antagonisti. Un cammino lungo tredici secoli, da san Benedetto ad Alessandro Fabri.