di Carla Dolci

Si chiama ‘cena al buio’ e non a caso. L’esperimento, meglio, l’esperienza è stata già tentata altrove e, anche a Terni, ha riscosso un successo incoraggiante. «All’inizio si era pensato di strutturare la cena per un massimo di sessanta persone – spiega Daniele Maccaglia, uno degli organizzatori – ma abbiamo dovuto riorganizzare tutto, viste le numerose richieste di adesione e abbiamo ospitato ottanta persone, limite massimo data la capienza dei locali e le esigenze particolari che una situazione come questa richiedono. Purtroppo abbiamo dovuto dire di no a qualcuno».

Sensazioni Perché durante la cena al buio i partecipanti abbandonano l’uso della vista per immergersi in un’esperienza dove ogni altro senso ha valore. Per mettersi, per una volta, nei panni di chi la vista non la può usare mai. Si crea una situazione in cui «le persone non sanno chi mangia davanti a loro, non ci si guarda negli occhi, non si sa dov’è la propria forchetta o il proprio bicchiere; comincia così una forma di comunicazione diversa, un’esplorazione conoscitiva alternativa che non passa attraverso i soliti canali», quelli che usiamo tutti i giorni.

I dettagli Daniele, che fa parte della sezione di Terni dell’Associazione italiana ciechi, spiega che «è stato fatto un attento lavoro di preparazione: abbiamo dovuto valutare l’idoneità dei locali, l’oscurazione delle stanze, i percorsi dove dovevano passare i camerieri non vedenti con i carrelli per il servizio», ma non solo. «Ogni cosa è stata curata nei minimi dettagli, dalla scelta del menù disponibile, anche in versione vegetariana e per coloro che hanno intolleranze alimentari; all’accompagnamento dei partecipanti fuori dalla sala», senza trascurare «un po’ di sana musicoterapia, con Stefano Maria Crocelli che ha suonato brani con il Didgeridoo, uno strumento appartenente alle tradizioni indigene australiane».

Si replica Un’esperienza emotivamente travolgente, insomma, sia per gli organizzatori sia per coloro che vi hanno preso parte: i commenti, scritti quando la luce è tornata, sono stati tutti «positivi e commoventi». La prossima cena è prevista per ottobre, ma intanto sono in cantiere altre iniziative, tra cui la campagna per la Settimana mondiale del glaucoma, che si svolgerà dal 10 al 16 marzo.

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