Un autobus di Umbria Mobilità

di F.T.

L’aumento è di per sé indigesto. Figuriamoci se a questo si aggiungono anche i disservizi. Il rincaro di biglietti e abbonamenti dei bus è stato recepito anche dal bacino che comprende Terni, Orvieto, Narni e Amelia. Le nuove tariffe sono entrate in vigore il 2 settembre, ma fra i cittadini regna la confusione.

Gli aumenti Dal lunedì il costo di una corsa semplice è passato da 1 euro a 1 euro e 30 centesimi, senza sconti per gli over 65 (che prima pagavano 90 centesimi). Il carnet con dieci corse è passato da 8,50 a 11 euro e da 8 a 9 euro per gli over 65. Il biglietto giornaliero ‘turistico’ è salito da 4 a 5,40 euro. Rincari anche per tutte le tariffe extraurbane e per gli abbonamenti: il settimanale è passato da 10 a 12 euro, quello mensile ordinario da 33 a ben 40 euro, il mensile over 65 da 27 a 30 mentre l’abbonamento per gli universitari è ‘lievitato’ da 29 a 35 euro. Aumenti anche per le tessere trimestrali e annuali, incluse quelle scolastiche.

I perché Ritocchi che UM presenta come unica strada percorribile: la Legge di stabilità 2013 obbliga infatti ad arrivare, seppur gradualmente, ad un rapporto tra ricavi e costi pari al 35% quando l’Umbria è, con forti differenze da zona a zona, intorno al 20%. Alle Regioni che non raggiungono gli obiettivi, viene sforbiciato il 10% della quota che spetta loro dal riparto del Fondo nazionale dei trasporti. Una cifra che per l’Umbria vale dieci milioni.

La denuncia Oltre a criticare i nuovi prezzi, Federconsumatori denuncia alcuni episodi che hanno reso la situazione ancora più tesa. «I biglietti urbani – afferma il responsabile Umberto Ricci – vengono venduti a 1 euro e 30 con sopra stampata la validità per 70 minuti. Altri rivenditori spiegano alle persone che i biglietti dureranno invece 90 minuti. Inoltre c’è chi continua a vendere i biglietti scontati per over 65 mentre in altri punti ci viene detto che lo sconto non esiste più e che non si sa se verrà riproposto». Insomma, una babele.

La critica di Federconsumatori è diretta: «Le nuove tariffe sono l’ulteriore dimostrazione dell’incapacità dei governi locali di attuare una politica a più ampio respiro nel settore della mobilità. Un’azienda è stata mandata in rovina e a pagare sono ancora una volta i cittadini. I comuni hanno accettato supinamente la situazione, peraltro, come a Terni, senza alcuna partecipazione alle decisioni». Per Umberto Ricci, «il bilancio di Umbria Mobilità non si potrà risanare con questa ‘lenzuolata’ di aumenti e anzi – profetizza – «crescerà il fenomeno dei ‘portoghesi’ e il numero di coloro che preferiscono prendere l’automobile». L’associazione, infine, si dice «pronta a mettere in campo tutte le iniziative utili», incluso uno sciopero degli utenti del trasporto pubblico.

Sulle barricate ci sale anche il consigliere comunale di Rifondazione, Mauro Nannini: «Si tratta di un aumento ingiustificato – attacca – che rischia di produrre contraccolpi pesantissimi. Per questo riteniamo grave e dannosa sia la richiesta del management che l’accondiscendenza del comune di Terni che ha deliberato gli aumenti, nell’assoluta assenza dei necessari atti di programmazione a livello regionale e senza alcuna discussione politica in merito. Anni di scelte sbagliate ricadono ancora una volta sui cittadini».