Un autobus di UM (foto Fabrizi)

di M.T.

Perplessi. Così si definiscono Cgil e Spi, il sindacato dei pensionati, di Terni, dopo la delibera con la quale la giunta comunale ha stabilito l’adeguamento tariffario di Umbria Mobilità e relativo al trasporto urbano. Si tratta, a loro giudizio, di «scelte strategiche che il trasporto pubblico locale intreccia con il modello di città e di welfare avanzato. Su questo terreno – dicono – la delibera manifesta tutti i suoi limiti e problemi».

Impegni disattesi Il Comune di Terni, dicono Spi e Cgil, «ha già provveduto ad una rimodulazione delle corse, sopprimendo quelle ritenute a basso utilizzo, dopo l’aumento del costo chilometrico. L’assessore competente, a seguito della richiesta di incontro delle confederazioni, aveva assicurato che il ‘trasporto sociale’ non sarebbe stato colpito e che ci sarebbe stato un coinvolgimento sulle future azioni. Quest’ultima affermazione e completamente smentita dall’atto di giunta in questione, in quanto nulla di quello previsto è stato concordato con le parti sociali».

Le scelte L’adeguamento tariffario «poteva essere dilazionato ed ammorbidito per gli utilizzatori più assidui, anche per evitare il continuo aumento dell’evasione a bordo. In questo senso sarebbe stato utile caricare sulle singole corse l’aumento maggiore e salvaguardare i sottoscrittori di abbonamenti. Cosa che si è compita con l’eliminazione del biglietto corsa semplice senior, mentre per tutti si applica di fatto quasi lo stesso aumento percentuale, tra il biglietto e l’abbonamento in considerazione del maggior utilizzo (da 70 a 100 minuti).

L’evasione Sul tema interviene anche il consigliere provinciale Massimo D’Antonio (Udc): «Si tratta dell’ennesima visione emergenziale che non vuole risolvere la questione in maniera pragmatica ed equa. I dati ci dicono che una percentuale molto alta di viaggiatori non paga il biglietto, percentuale che supera il 30% dell’utenza. Si dice che i controlli esistono e vengono elevate un numero molto alto di multe. È vero ma se poi si va a vedere circa l’80% di queste multe è inesigibile, in quanto vengono forniti dati non veritieri. Questo perché, incredibilmente, gli evasori che non posseggono il biglietto né la carta di identità, non possono essere trattenuti per l’identificazione da parte dei controllori, pena il reato di sequestro di persona».

La proposta L’unica soluzione, dice D’Antonio, «è prevenire. Non far salire chi è sprovvisto di biglietto. Sfortunatamente Terni è piena di disoccupati o cassaintegrati. Ci si potrebbe rivolgere a questi, costituiti in qualche forma di lavoro socialmente utile, per garantire l’effettivo sbigliettamento sui mezzi pubblici. Il costo delle loro prestazioni potrebbe direttamente pervenire da una percentuale sui biglietti venduti sull’autobus ai viaggiatori sprovvisti. Se questa percentuale fosse anche del 30% sarebbe comunque inferiore alle perdite accumulate quotidianamente a causa dei ‘portoghesi’ che viaggiano a sbafo di tutti i cittadini».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.