«Una bella festa, ma è un controsenso mostrare tutto ciò di cui la polizia postale è capace e poi chiudere la sezione di Terni». A margine di ‘Una vita da social’ si è fatta sentire la voce degli agenti dell’Ugl e del Sap che hanno lanciato un nuovo allarme sul destino del presidio ternano.
PARLA FILIPPO GIRELLA: SEGRETARIO NAZIONALE UGL POLIZIA
Il ministero dell’interno ha predisposto un progetto di ‘razionalizzazione’ che prevede la chiusura di circa 260 presidi di polizia in tutto il territorio nazionale. A Terni è prevista la chiusura della sezione della polizia postale, con il trasferimento delle competenze al polo di Perugia. Un rischio condiviso con altre 70 province italiane.
Ugl e Sap pongono una serie di domande: «Chi seguirà le centinaia di indagini che nello scorso anno sono state gestite dalla polizia postale di Terni su reati di grande allarme sociale come truffe on line, pedopornografia, stalking e cyberbullismo? Chi andrà nelle scuole a incontrare migliaia di studenti per fare prevenzione?». Ma c’è anche altro: «Perché chiudere una sezione il cui costo grava solo su Poste Italiane? Fra i motivi che potrebbero portare a una scelta del genere, non c’è neppure quello economico. Tutto ciò ci sembra assurdo». La battaglia è destinata a proseguire.
