Ospedale di Terni (foto Rosati)

Nel weekend trenta bambini sono stati accompagnati dai genitori all’ospedale di Terni per l’epidemia influenzale in corso e, per la prima volta negli ultimi tre anni, rispuntano i letti in corsia. Ad assicurare che si è trattato di «due soli letti e solo per alcune ore» è stato il direttore sanitario del Santa Maria, Sandro Fratini, che lunedì è intervenuto parlando della folla di pazienti grandi e piccini che tra sabato e domenica, patendo forme virali, febbrili e gastrointestinali, ha impegnato intensamente non solo il personale di Pediatria.

«Solo due e per poche ore» Complessivamente, infatti, in soli due giorni sono state 70 le persone che hanno richiesto le cure, tra cui appunto 30 bambini a fronte di una dotazione di letti che a Pediatria vale 14 posti: «I letti soprannumerari sono stati cinque – spiega il direttore sanitario Sandro Fratini – tre letti aggiunti nelle camere e due temporaneamente collocati nel corridoio che sono stati rapidamente riassorbiti nelle stanze di degenza. Tuttavia, per garantire il benessere e il comfort dei bambini durante il ricovero, esperienza già di per sé delicata per i pazienti più piccoli e le loro famiglie, raccomandiamo ai cittadini di recarsi al Pronto soccorso solo per condizioni gravi di urgenza ed emergenza. Naturalmente il nostro ospedale non chiude le porte a nessuno, ma in questa fase molto critica, confidiamo nella massima collaborazione dei pediatri di libera scelta, affinché fungano da riferimento e da filtro per contenere eventuali accessi impropri al pronto soccorso». Si alleggerisce, invece, la pressione dell’epidemia influenzale sugli altri reparti, a cominciare da Medicina, dove comunque resta il problema dei letti in corsia: «Nonostante i numerosi ricoveri del weekend, lunedì mattina – aggiunge il dottor Fratini – avevamo otto letti nei corridoi, ma nel primo pomeriggio più della metà dei pazienti erano già stati trasferiti all’interno delle camere di degenza».

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