di Francesca Torricelli
Provano a parlarsi. Martedì mattina, a palazzo Bazzani, l’amministrazione provinciale ha incontrato i rappresentanti di alcune società sportive per la questione relativa alle tariffe per l’utilizzo delle strutture di proprietà della Provincia di Terni.
La critica Le società sportive, nei giorni scorsi, avevano contestato gli aumenti imposti dalla Provincia, da 3 a 7 euro l’ora, a seconda delle dimensioni, per un totale che va da un minimo di 5-600 euro ad un massimo di 4-5 mila: «Viste le inefficienze con cui dobbiamo convivere, non ultima quella del riscaldamento, non riteniamo giusto sostenere un costo maggiore per un servizio che è sempre peggiore. I costi per il riscaldamento sono alti perché molte palestre hanno vetri rotti, sostituiti da fogli di cartone per imballaggio». A rendere ancora meno ‘digeribile’ l’aumento, è il fatto che già ad inizio stagione le tariffe sono state ritoccate verso l’alto del 20%.
La replica La Provincia aveva replicato che «ci sono stati numerosi incontri con i rappresentanti delle società, oltre che con la Consulta provinciale dello sport, con la quale sono state definite le tariffe, evitando gli aumenti dove le situazioni non lo permettevano». Gli aumenti chiesti alle società, peraltro, era stato precisato, «sono relativi esclusivamente all’uso degli impianti a fini sportivi».
L’incontro Martedì mattina, ricordando che l’impostazione scelta è dettata dall’applicazione delle normative di legge e da oggettive difficoltà economico-finanziarie, i rappresentanti della Provincia hanno però preso atto delle problematiche relative alla situazione di alcuni impianti, riservandosi di procedere ad una verifica per ottimizzarne la gestione. Al termine dell’incontro le parti si sono lasciate con l’impegno a proseguire il confronto per consentire il migliore utilizzo delle strutture a fini sportivi e sociali.
