di Chiara Fabrizi
Twitter @chilodice
Tra nuove norme contabili e vecchi residui a palazzo Spada spunta un buco di bilancio da 53 milioni. Più precisamente si tratta di un disavanzo tecnico deliberato dalla giunta del Comune di Terni a margine di una complessa operazione di pulizia di debiti e crediti che, in base alle regole che tutti i Comuni sono chiamati da quest’anno ad applicare, ha generato una diseconomia di 3 milioni di euro e la costituzioni di un fondo svalutazione di crediti di 50 milioni da accantonare.
LE BACCHETTATE DEI REVISORI SUL CONSUNTIVO
LO SCONTRO IN AULA E IL VIA LIBERA
Disavanzo tecnico a Terni vale 3 milioni Già, perché col riaccertamento straordinario dei residui gli uffici finanziari del municipio hanno proceduto a cancellare circa 27 milioni di residui, di cui 15 milioni attivi e 12 passivi, che non disponevano più di alcun titolo giuridico per continuare, anno dopo anno, a essere appostati in bilancio. Da qui il disavanzo di 3 milioni di euro che, secondo le norme, potrà essere ripianato massimo in 30 anni con la prima quota da inserire nel previsionale. In questo senso sono state avviate e sono tuttora in corso valutazioni tecniche per capire se si può stringere di alcune annualità il piano di rientro dal buco di bilancio tecnico, la cui quota annua non è quindi stata ancora definita.
Fondo svalutazione crediti da 50 milioni Ai 27 milioni di residui cancellati si affiancano i 64.5 milioni di debiti e crediti riassegnati in bilancio che il titolo giuridico per restare tra le poste ancora lo hanno, di questi 24.5 milioni sono residui attivi e 40 passivi, strettamente collegati al fondo crediti di dubbia esigibilità, il vecchio fondo svalutazione crediti, che secondo i meccanismi previsti dalle nuove norme nel Comune di Terni dovrà raggiungere quota 50 milioni. La costituzione è progressiva e i dettagli al vaglio degli uffici, anche se è verosimile che l’accantonamento avverrà attraverso minori impegni di spesa che per il 2015 potrebbero valere almeno 3 milioni di euro di sacrifici.
Assessore Piacenti: «Anno zero» L’esito del riaccertamento straordinario dei residui non dovrà approdare in consiglio comunale, essendo sufficiente una delibera di giunta, ma di certo le forze di opposizione chiederanno lumi sull’operazione e soprattutto sui relativi contraccolpi economici e finanziari per l’ente. A Umbria24 l’assessore Piacenti ha spiegato: «Si tratta dell’anno zero di Terni perché – dice – al pari di ogni Comune abbiamo fatto emergere tutte le criticità di bilancio e ora ci prepariamo a riallineare le partite per mettere a disposizione dei cittadini uno strumento fondamentale come il bilancio». Tutto in ordine quindi? Non proprio, all’appello manca la riconciliazione di debiti e crediti con le partecipate, sollecitata anche dal collegio dei revisori dei conti col parere sul consuntivo.
