«Bottiglie, siringhe e penuria di cestini dell’immondizia». Questa la denuncia di Forza Italia che avrebbe raccolto le lamentele di residenti e commercianti dalla centralissima via Battisti, snodo focale dell’intera mappa cittadina, esasperati dal degrado. A fare eco il movimento civico Terni città futura che teme il dissolversi dell’identità storica dietro lo stato di abbandono dei monumenti simbolo della città, come il busto di Gaio Cornelio Tacito.

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Via Battisti «L’amministrazione è sempre più in affanno nella gestione della cosa pubblica – denunciano da Fi – ultima stoccata a palazzo Spada, in ordine di tempo, proviene dalla segnalazione relativa allo stato di abbandono che avvolge l’intero quartiere Battisti.  In questo reticolo di strade – proseguono dal coordinamento comunale del partito di centrodestra – non poche sono le criticità evidenziate dagli stessi residenti e commercianti della zona. Lungo l’intero viale Battisti, vi è una palese penuria non solo di cestini ma anche di contenitori per gettare gomme e sigarette. Così facendo il comune non ottempera nemmeno alla norma, contenuta nella Legge di Stabilità e approvata in via definitiva pochi mesi fa dal governo, relativa proprio al decoro e alla pulizia delle realtà urbane».

Dintorni «Purtroppo nelle vie limitrofe – scrive ancora Forza Italia – la situazione non presenta segni di miglioramento: In via Pinturicchio è facile trovare dei ratti che si aggirano per i marciapiedi e a ridosso delle case. In via Borsi il verde pubblico non viene curato da una miriade di tempo. In via Fonderia poi il culmine dell’abbandono: un trionfo di sporcizia, vuoti di bottiglia e siringhe, un vero e proprio allarme connesso alla sicurezza sanitaria».

Terni città futura Sul piano storico la denuncia del movimento civico: «Vogliamo porre l’attenzione su un luogo cittadino veramente denso di storia – scrivono da Terni città futura – oggi è abbandonato e degradato, ignorandosene l’importanza, ovvero l’area di fronte alla lancia di luce di Arnaldo Pomodoro, dove trovano posto diversi elementi storici, innanzitutto il busto del nostro concittadino Gaio Cornelio Tacito, un calco, da originale ignoto, realizzato con roccia vulcanica frammentata e legante a base di silicati e resine quindi molto friabile e facilmente erodibile dall’acqua».

Busto di Gaio Cornelio Tacito «Il monumento – sottolineano – è particolarmente delicato, e la prolungata esposizione agli agenti atmosferici porterà molto presto alla sua irreversibile perdita. Il busto andrebbe quindi sostituito con una copia e conservato negli spazi museali. È assolutamente importante la conoscenza della realtà locale e della sua Storia; tale mancanza riduce la propensione alla partecipazione democratica, sottrae l’individuo dal senso concreto dell’operare nella sua dimensione, dove la sua azione può ancora essere incisiva». Come dire, ogni cittadino dovrebbe invece sentirsi propenso alla cura dei beni comuni.

Giardino «Nella stessa area – proseguono da movimento – oltre al busto insistono la fontana, presumibilmente databile al XVI secolo oggi è anche priva di acqua; le ‘sedute’ monumentali cariche di storia: quei capitelli cinquecenteschi – spiegano – ornavano la scomparsa chiesa della Madonna del Cassero, al di là di Ponte Romano. L’effige di Maria che vi era conservata ora si trova collocata nello spazio verde antistante il Duomo, a fianco del palazzo Riccardi-Bianchini. Questo giardino così ricco di importanti tracce della nostra storia  – concludono – meriterebbe più considerazione e di conseguenza maggiore manutenzione e cura, a cominciare dalla rimozione del grande graffito a cuore presente nella parte nascosta della colonna che sorregge il busto di Tacito». Chissà, magari qualcuno sfrutterà l’opportunità di una sponsorizzazione per riqualificare l’area.

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