La struttura di Collerolletta

di Marco Torricelli

Prove di distensione. Parlare di pace, forse, è esagerato, ma, insomma, qualcosa si muove. Alla cooperativa Aidas «sembra di cogliere un atteggiamento di sincero interesse per le sorti dei soci-dipendenti» nella presa di posizione «del presidente della ACTL», Sandro Corsi e «nel raccogliere questa disponibilità e senza voler ulteriormente accendere gli animi», chiede che si possa definire un tavolo con le istituzioni competenti (Asl e Comune) per arrivare «a quei chiarimenti che tutti da tempo richiediamo».

Le motivazioni A parlare è Antonio Giovannini, vice presidente di Aidas: «Nel caso in cui la cooperativa Aidas avesse sbagliato – dice – è disponibile a chiedere scusa per eventuali danni arrecati all’immagine della consorella Act» e poi spiega che «la ragione del contendere risiede tutta nella mancata messa a disposizione della documentazione relativa alla gara di appalto (le due cooperative fanno parte del ‘raggruppamento temporaneo di imprese’ costituito in quella occasione; ndr) e Aidas sino ad oggi non e stata mai messa nella condizione di verificare se la quota dei servizi spettanti e quindi del relativo fatturato sia avvenuto nel rispetto del contratto di appalto. Dal momento che il volume dei servizi scaturenti dall’appalto e correlato direttamente al fatturato e quindi ai livelli di impiego dei soci e delle rispettive retribuzioni».

I documenti Secondo Aidas sarebbe «abbastanza inspiegabile» che, dal momento che la spesa per i servizi appaltati della Asl4 ha fatto registrare forti incrementi soprattutto fino a tre anni fa, «il fatturato dell’Aidas non variava in incremento con gli stessi trend delle consorelle». Dopo aver premesso che non lo dice «per alimentare polemiche», Giovannini ricorda che «è dal lontano 2008 che si chiede la documentazione alla capofila Actl, ma sistematicamente viene risposto, che i ‘calcoli sono complessi e richiedono tempo’». Non avendo ottenuto questa risposta «ci siamo rivolti alla stazione appaltante, per avere i dati relativi ai servizi», ma in risposta è stato ricordato come «per legge I’Aidas debba rapportarsi esclusivamente con la capofila Actl».

L’appalto L’Asl4, però, secondo il vice presidente di Aidas avrebbe «risposto al quesito indirettamente, con il bando della nuova gara per i servizi. Se il bando e stato costruito con i volumi storici, si evidenzia una forte sottoassegnazione di servizi all’Aidas da parte della cooperativa capofila. Possiamo anche accettare critiche relative alia gestione della cooperativa Aidas da parte di chiunque – insiste Antonio Giovannini – e quindi anche dal presidente Corsi, tuttavia per par condicio non si può non rilevare con perplessità che una cooperativa ben strutturata e leader, ancora oggi trovi difficolta nel consegnare la documentazione relativa ai servizi erogati alle imprese appartenenti allo stesso raggruppamento, come previsto da codice civile e dalla buona educazione».

La trasparenza Quella che Giovannini definisce «una mancata risposta, che rappresenta un indubbio neo circa la trasparenza dell’operato di Actl, rischia di alimentare un clima di sfiducia che non contribuisce a fornire i dovuti chiarimenti per quei soci che in questi giorni con tanto di striscioni chiedono ‘di avere risposte’». A «beneficio degli organismi sindacali», spiega, «va rammentato che gli organici dell’Aidas sono rimasti fermi ai livelli iniziali dell’appalto, nonostante la flessione registratasi nel fatturato. Ciò sta a testimoniare la sensibilità alla conservazione del livello occupazionale».

Un ‘tavolo’ comune Poi il vice presidente di Aidas addolcisce i toni: «Pensiamo che la solidarietà e la parità di trattamento debbano essere tra i principali criteri ispiratori che le imprese cooperative devono manifestare verso i propri soci lavoratori ed anche a quelli appartenenti a cooperative diverse. II senso di queste parole è quello di ristabilire un clima di conciliazione, tra soggetti che appartengono al mondo della cooperazione, che passi per la costituzione di un apposito tavolo di lavoro che possa dirimere questa situazione».

Actl  Il presidente di Actl, Sandro Corsi, conferma «il sincero interesse della sorte delle socie lavoratrici dell’Aidas», sottolinea che «non è abitudine della nostra azienda dare pubblicità alle denunce da essa operate ne tantomeno elencare, attraverso la stampa, atti, fatti e testimonianze volti a contraddire esposti altrui», ma si dice pronto ad «un incontro con Aidas che veda coinvolte e protagoniste anche  le socie lavoratrici di quella cooperativa, poiché non si tratta di ‘semplici’ dipendenti, ma di aventi diritto e ‘co-proprietarie’, in quanto versatrici della quota sociale che forma il capitale sociale aziendale, ovvero con un diritto-dovere di conoscere le strategie della propria azienda e dei conseguenti rapporti con la capofila Actl».

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