di Francesca Mancosu
Nessuno ne aveva più sentito parlare dallo scorso settembre. Quando, in risposta alla battaglia legale promessa dal consigliere Udc, Enrico Melasecche per la mancata entrata in funzione del sistema, l’assessorato ai lavori pubblici annunciò di essere al lavoro per il bando di gestione. Poi, più nulla.
Il progetto Stiamo parlando del teleriscaldamento, che dovrebbe assicurare la possibilità di sfruttare il calore sviluppato nel ciclo produttivo delle acciaierie per alimentare gli impianti di riscaldamento domestico di molti condomìni di Borgo Bovio. Dopo la fine dei lavori, partiti nel 2001, e i collaudi, ora arriva una delibera di giunta che finalmente metterà l’opera in esercizio.
Incidenti di percorso A chiarire i contorni della vicenda, finita a più riprese all’attenzione della cronaca e della politica, è Mauro Cinti, architetto dell’ufficio urbanistica del Comune di Terni, che segue il progetto fin dagli inizi. «In questi anni, si sono dette tante falsità, senza tenere conto del fatto che si tratta di un’opera infrastrutturale, creata da zero, e che attraversa mezza città. Da qui i lunghi tempi di realizzazione, a cui si sono sommati vari incidenti di percorso: due rescissioni di contratti, un contenzioso aperto con le ditte che hanno fatto l’impianto esterno, male, e a cui abbiamo chiesto i danni».
Collaudi positivi In attesa che il tribunale si pronunci, la rete urbana è stata completamente collaudata e così pure il generatore all’interno della Tk-Ast, collegato al preriscaldo delle siviere, dove vengono cotti i refrattari. «Abbiamo monitorato per lunghi periodi il suo funzionamento, e visto che è in grado di assicurare una quantità pressoché costante di calore, in tutte le condizioni. Le variazioni di produzione delle acciaierie incidono in maniera davvero minima, forse di 5 gradi centrigradi su 80, quindi non c’è di che preoccuparsi», assicura Cinti.
La gara A proposito dell’atteso bando di gara che dovrebbe individuare il gestore dell’impianto, l’architetto del Comune ricorda che «in un primo tempo, la scelta era ricaduta sull’Asm, in qualità di azienda partecipata intramoenia, ma poi abbiamo scoperto che questa modalità non poteva essere utilizzata in questo caso. E che dovevamo ricorrere ad una procedura di gara aperta, internazionale. Entro un anno dovremmo riuscire a indirla».
Intanto, c’è la delibera La scorsa settimana, ricorda ancora l’architetto dell’ufficio urbanistica, «la giunta ha approvato una delibera che stanzia 50mila euro per mantenere acceso l’impianto in attesa che sia indetta la gara. Fino ad allora, del controllo e del monitoraggio si occuperà una ditta già operante all’interno delle acciaierie, provvista di tutte le autorizzazioni necessarie, che assicurerà la fornitura di calore, il perfezionamento degli allacci delle utenze. Il contratto verrà formalizzato subito dopo l’approvazione del bilancio comunale».
La rete Realizzata grazie a fondi regionali e ministeriali per circa 3 milioni e 500mila euro, si snoda dall’acciaieria al centro multimediale, passando per via Tre Venezie, via Piemonte, via Toscana, via Campania, via Donatori di organi e zone limitrofe, con la possibilità di attuare una vera e propria urbanizzazione implementabile in ogni momento. «Naturalmente, l’energia fornita non sarà gratuita, come alcuni hanno ipotizzato, ma avrà costi inferiori a quelli del gas metano. I condomìni che vorranno utilizzarla – conclude Cinti – dovranno solo attaccarsi alla rete con un tubo, a spese loro, ma per un costo davvero contenuto».
