Era prevedibile. Le dichiarazioni dell’assessore comunale Vittorio Piacenti D’Ubaldi – «La tariffa sui rifiuti avrà un incremento oscillante tra il 2,5% e il 3,5%» – hanno provocato reazioni immediate.

L’aumento La decisione di incrementare la Tari, aveva detto l’assessore, sarebbe determinata «quasi esclusivamente dalla necessità di coprire gli incrementi tariffari maturati nel corso del 2014 per il conferimento dei rifiuti in discarica che incidono per ulteriori un milione e 700 mila euro». Ma la cosa non è piaciuta lo stesso.

La Confconsumatori «In un periodo di profonda crisi economica per il Paese e in particolare per la città di Terni – attacca l’avvocato Antonio De Angelis, presidente della Confconsumatori di Terni – ci saremmo aspettati una diminuzione, anche simbolica da parte dell’amministrazione comunale, almeno nei confronti delle fasce più deboli, così come fatto dal Comune di Perugia, dove il sindaco Romizi ha annunciato un mini-taglio sulla Tari dello 0,8% per le fasce deboli».

La Tari Una diminuzione della tassa, aggiunge De Angelis, «avrebbe trovato giustificazione, anche considerando il servizio rifiuti offerto dal Comune di Terni. La città deve, infatti, fare ancora enormi passi in avanti per ciò che concerne la raccolta differenziata, come dimostra il rapporto dell’Arpa sui rifiuti urbani in Umbria recentemente pubblicato, che vede il Comune di Terni collocato al 14simo posto sui 19 comuni umbri che superano i 10 mila abitanti per raccolta differenziata nell’anno 2013».

Il M5S Il capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca dice che «gli aumenti nel passaggio dalla vecchia Tares alla nuova Tari, annunciati dall’assessore Piacenti D’Ubaldi, sono una mazzata devastante per le famiglie e soprattutto per le imprese ternane. Per un commerciante pagare la tariffa dei rifiuti è diventata ormai cosa insostenibile».

La proposta Secondo «quanto auspicato dal M5S Terni – dice De Luca – entro il 2015, il Comune di Terni deve adottare la tariffazione puntuale per i rifiuti urbani. I cittadini devono poter pagare in base alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti e non più secondo logiche obsolete che disincentivano comportamenti virtuosi. Ecco perché in occasione della discussione per la modifica della delibera del regolamento sui tributi in programma per l’8 settembre, il M5S presenterà un emendamento che richiederà l’introduzione e l’attuazione della tariffa puntuale in tempi certi».

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