di Francesca Torricelli
Gli studenti universitari ternani hanno letto e metabolizzato le dichiarazioni fatte dai ‘grandi’ – il prorettore, Pietro Burrascano e l’assessore Sandro Piermatti – sullo stato dell’arte relativo all’ateneo ternano e dicono la loro: «Siamo lieti di leggere, dopo un anno dall’inizio della nostra battaglia, che la necessità di ridefinire e rafforzare la funzione del Polo universitario ternano è stata finalmente condivisa anche dalle istituzioni universitarie e politiche ternane». Ma puntualizzano.
I princìpi Il documento approvato dal consiglio di Polo, dicono gli studenti, «avvia un dibattito importante sulla permanenza dell’Università a Terni, a cui vorremmo comunque partecipare dando il nostro contributo affinché non resti solo un’affermazione di principio ma possa entrare nel merito dell’offerta didattica e scientifica a cui Terni aspira, con l’obiettivo di proporre un’offerta di qualità all’interno dell’ateneo umbro».
La facoltà Approfittano delle aperture che si intravedono per «rinnovare la proposta di costituire a Terni, presso la Sede di San Valentino, un Polo delle Scienze socio-economiche, affinché sia possibile dare luogo ad una vera innovazione dell’offerta formativa, per far crescere risorse in grado di saper operare in diversi contesti, salvaguardando tuttavia le esperienze sinora avviate e che hanno riguardato le facoltà di Scienze politiche ed Economia».
Il dibattito Gli studenti si dicono convinti che «l’apertura di un dibattito sulla presenza dell’università a Terni non possa che favorire la risoluzione di problemi riguardanti alcune sedi, in particolare Ingegneria a Pentima, che da troppo tempo reclamano una soluzione». Oggi, come non mai, concludono, «riscontriamo la necessità di essere inclusi in una prospettiva in cui, a tutti gli effetti, le istituzioni rappresentino gli interessi di noi studenti che in più occasioni abbiamo visto convergere con quelli della nostra città».
