di M.To.

I numeri sono lì, impietosi. E Rifondazione comunista li elenca senza pietà: «Le quattro centraline ternane della rete di monitoraggio dell’aria dell’Arpa, registrano ininterrottamente, dal 4 dicembre, quotidiani sforamenti dei valori delle polveri sottili Pm10». Va ricordato che per il Pm10, il limite di legge giornaliero è di 50 µg/m³ e questo valore non può essere superato per più di trentacinque volte nel corso dell’anno.

Quadro allarmante La situazione, dice il Prc, «è estremamente allarmante, visto che le condizioni atmosferiche sfavorevoli non muteranno nei prossimi giorni. In attesa di validazione dei dati di questo fine settimana, le centraline di Borgo Rivo e Carrara hanno raggiunto rispettivamente il 37simo ed il 38simo giorno di sforamento dei limiti per l’anno 2013. Quella del quartiere Le Grazie è al 50simo giorno (non sono 52 solo perché, per questa centralina, non ci sono i rilievi del 4 e 5 Dicembre) e i valori registrati, inoltre, sono particolarmente alti: spesso il limite tollerato viene raddoppiato ed in qualche caso triplicato (157 µg/m³ registrati a Le Grazie il 6 Dicembre)».

Brutta aria La cortina di smog, attacca Rifondazione, «copre in modo omogeneo tutta la conca, non risparmiando neanche la più periferica centralina di Narni Scalo che raggiunge il 14simo giorno di sforamento, doppiando in quest’ultima settimana, i sei superamenti registrati nella primavera scorsa. Il peggioramento della qualità dell’aria è generalizzato in tutta l’Umbria, ma i valori registrati nella conca ternana, sono da sempre molto più alti che nel resto della regione.

L’Europa Gli attuali limiti di legge per le polveri sottili, denuncia il Prc, «sono peraltro apertamente contestati e l’Europa, già dal 2010, ha chiesto, a tutti i paesi membri, di ridurre da 35 a 7 il numero massimo dei superamenti annui del PM10 ed il dimezzamento da 40 a 20 µg/m³ del valore medio annuale di questo inquinante, tanto che l’Italia è stata condannata più volte per le sue inadempienze». Anche perché, rincara la dose Rifondazione, «secondo uno studio Lancet, del luglio scorso, è comprovata scientificamente la relazione tra innalzamento delle polveri sottili e lo sviluppo di malattie: ad ogni incremento di 5 µg/m³ di Pm2,5 il rischio di tumore al polmone aumenta del 18%, e del 22% ad ogni aumento di 10 µg/m³ di Pm10».

Gli allarmi A gennaio e maggio dello scorso anno, ricorda il Prc, «organizzammo due assemblee pubbliche, al quartiere Le Grazie, che spinsero l’Arpa ad un monitoraggio supplementare, con centraline mobili, che dimostrò quanto il problema dell’inquinamento non fosse limitato, come si voleva far credere, solamente a quella parte della città». Per questo «avevamo chiesto e torniamo a chiedere, alle istituzioni preposte, interventi strutturali riguardanti il traffico veicolare, i riscaldamenti domestici, lo spazzamento stradale, il controllo di tutti gli impianti industriali inquinanti, le informazioni e le precauzioni da trasmettere ai cittadini».

L’emergenza Rifondazione, poi, accusa: «Nel resto dell’Umbria, con un inquinamento inferiore al nostro, ed in altre città, come Roma, sindaci e gli altri preposti alla difesa della salute pubblica prendono provvedimenti ed emettono ordinanze. A Terni, neanche di fronte all’emergenza di questi giorni, si riesce ad anticipare i più significativi provvedimenti previsti dal piano della qualità dell’aria che la Regione sta licenziando».