Una protesta contro la tassa

di Re.Te.

La battaglia contro il consorzio ‘Tevere-Nera’, a Terni, si arricchisce di un nuovo elemento. Secondo la Uil, infatti, la Regione dell’Umbria avrebbe inserito il così detto ‘criterio di censo’ alla base delle elezioni per il rinnovo del consiglio di amministrazione dei Consorzio di bonifica, che si terranno il 29 settembre prossimo.

Il ‘censo’ «In Umbria si vota ancora in base al ‘censo’ – dice infatti il segretario della Uil ternana, Gino Venturi – e si torna indietro esattamente di 100 anni, ad una forma di ‘timocrazia’ in cui il potere elettorale si basa sulle ricchezze di cui si dispone e così per fare un ‘ricco’ ci vogliono ben 48 ‘poveri’». La Regione, spiega Venturi, «ha stabilito che i consorziati possono eleggere tre componenti nel Cda, ma in base all’ammontare del contributo imposto e quindi dei beni posseduti»

Le regole In pratica, spiega Venturi, funzionerebbe così: «Un componente del CdA sarà eletto nel consorzio Tevere-Nera da ben 81.980 cittadini o imprese che pagano importi inferiori a 37,61 euro, un altro componente sarà eletto da 9.572 cittadini che pagano importi compresi tra i 37,62 e 178,06 euro, mentre il terzo componente viene eletto da coloro, 1686 in tutto, che pagano oltre 178,06 euro». Insomma: «mentre nelle ultime elezioni la fascia di contribuenti ‘poveri’ eleggeva tre componenti, con la legge regionale del 9 aprile 2013 hanno stabilito la riduzione dei componenti del Cda e, guarda caso, tagliando proprio il numero e il potere dei più ‘poveri’».

L’attacco La Regione dell’Umbria, conclude il segretario della Uil ternana, «continua ad essere sorda ai voleri di decine di migliaia di cittadini che chiedono di essere trattati come gli altri cittadini dell’Umbria ed anzi non perde occasione, in questo caso togliendo potere a 81.980 ‘poveri’, per una scelta di campo che in materia di consorzi è decisamente a favore dei ‘ricchi’ e dei grandi proprietari terrieri». È evidente, conclude, «che la Regione non solo è inadempiente rispetto agli impegni assunti con i comitati abolizionisti rispetto alla eliminazione della disparità di trattamento in Umbria, ma vuole anche scoraggiare la loro partecipazione alle elezioni per il rinnovo del Cda».

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