di M. To.
Il consiglio comunale, nell’ultima seduta prima dello scioglimento, tenuta il 31 marzo, aveva stabilito che non fosse il caso di discutere l’argomento. Il cavalcavia di Cospea era stato ‘rimbalzato’ a chi verrà eletto domenica prossima. Ma il comitato che si oppone alla realizzazione dell’opera, era andato su tutte le furie.
La giunta Dopo che componenti di maggioranza della prima commissione consiliare avevano votato un documento nel quale si chiedeva di «analizzare e valutare le soluzioni avanzate dai cittadini proponenti o altre soluzioni alternative e per determinare nei tempi più brevi una risposta concreta che possa approdare ad una modifica del piano attuativo», la giunta aveva infatti inviato il tutto al consiglio, ma «il presidente del consiglio comunale – dice il presidente del comitato, Moreno Castellucci – ha dichiarato la seduta non valida», anche se i tempi non convincevano.
I tempi Secondo il comitato, infatti, il consiglio avrebbe potuto e dovuto deliberare ben oltre quella data: «L’ultimo giorno utile sarebbe il 10 aprile, contando i quarantacinque giorni che lo separano dal 25 maggio, giorno fissato per l’elezione». Tanto che «il consiglio comunale della precedente amministrazione, guidata dall’allora sindaco Raffaelli, nel periodo compreso tra il giorno 8 aprile 2009, data di emanazione del decreto dal prefetto di Terni per le elezioni amministrative del 7 giugno 2009 ed il quarantacinquesimo giorno antecedente tale data, si riunì ben quattro volte e furono adottate complessivamente 48 deliberazioni».
La prefettura Il comitato si era rivolto alla prefettura per avere un parere autorevole e il vice prefetto vicario, Andrea Gambassi, ha scritto una nota che lascia adito a pochi dubbi: «Il ministero dell’interno ha fatto presente che la decorrenza dell’operatività della disciplina è da riferirsi, in via esclusiva, alla data di pubblicazione del manifesto elettorale, da effettuarsi a cura del Sindaco quarantacinque giorni prima della data delle elezioni. Pertanto, da tale data, i consigli sono tenuti a limitare la propria attività all’adozione degli atti urgenti e improrogabili».
Le accuse Moreno Castellucci è categorico e stigmatizza «l’inqualificabile comportamento assunto dagli amministratori del Comune di Terni nei confronti non solo del comitato, ma nei confronti di tutti i cittadini ternani che ora hanno la prova di essere stati ingannati. La scelta di sospendere anticipatamente l’attività deliberativa non è stato un errore, in quanto si sarebbe potuto facilmente porre rimedio, ma è stata premeditata, visto che gli amministratori si sono ostinati a rimanere irremovibili sulla loro posizione senza fornire, tra l’altro, alcun riscontro, comportamento che non esclude la malafede».
Le scuse A questo punto, conculde il presidente del comitato ‘no cavalcavia’, «è d’obbligo da parte del sindaco, chiedere immediatamente scusa a tutti i cittadini ternani, i quali meritano quel rispetto che è mancato da parte degli amministratori nel corso della seduta del consiglio comunale del 31 marzo».
